Diritti umani: Jagland, Cedu non e' 4* grado giudizio ma garanzia pace

(ASCA) - Brighton, 19 apr - ''La tutela dei Diritti dell'Uomo

comincia a livello nazionale. La corte non ha mai aspirato a

sostituirsi alle giurisdizioni nazionali''.

Lo ha detto oggi a Brigthon, nel Regno Unito, il Segretario

Generale del Consiglio d'Europa all'apertura della conferenza

europea ad alto livello (con l'intervento di premier e

ministri della giustizia dei 47 paesi che aderiscono

all'istituzione di Strasburgo) per migliorare l'efficienza

della Corte dei Diritti dell'Uomo.

Thorbjorn Jagland ha ribadito che ''la corte non giudica

le sentenze dei tribunali nazionali e non e' neppure un

quarto grado di giudizio - come spesso viene definita per

esplicare la sua funzione - ma solamente l'interprete della

Convenzione europea dei diritti dell'uomo. In sostanza, i

tribunali nazionali emetterebbero le medesime sentenze, se

dessero una giusta interpretazione della Convenzione. E'

grazie alle sentenze della corte che le varie legislazioni si

avvicinano sempre piu' ai livelli europei di rispetto per i

diritti fondamentali, suscitando sempre meno ricorsi a

Strasburgo. Dopo le conferenze di Interlaken (Svizzera) del

2010 e di Smirne (Turchia) nel 2011, che hanno gia' dato un

notevole contributo alla funzionalita' della Corte, quella di

Brighton intende completare le riforme perche' gli 800

milioni di cittadini europei abbiano maggiori garanzie di

democrazia e di pace''.

''La riforma deve soprattutto rafforzare la possibilita'

dei Tribunali nazionali di interpretare correttamente la

Convenzione europea dei Diritti del'Uomo, perche' si riduca

il numero dei ricorsi. Ma deve pure migliorare la capacita'

degli stati di eseguire rapidamente le sentenze della Corte -

ha detto Jagland -. Non dimentichiamo che sono stati gli

stessi 47 paesi europei a scegliere di sottoporsi al

controllo giudiziario sovrannazionale, convinti come sono che

tale meccanismo e' una garanzia essenziale per la democrazia,

la liberta' e la pace. Solo una giusta applicazione della

legge puo' realmente tutelare i Diritti dell'Uomo. Infatti,

chiunque ammette oggi il grande contributo fornito all'Europa

dalla Corte di Strasburgo, che tutti riconoscono come

autorita' suprema nell'interpretazione della Convenzione

europea. Del resto non c'e' altro modo, oltre che il rispetto

dei diritti umani per mantenere la pace in Europa, oltre che

la democrazia e lo Stato di Diritto. E' proprio il rispetto

per le liberta' fondamentali a garantire i diritti delle

minoranze. La tutela non puo' essere demandata all'autorita'

politica, ma solo alla Dichiarazione universale dei diritti

umani, la cui interpretazione e' affidata alla Corte. Ecco

perche' dobbiamo tutti rispettare il prestigio e l'autorita'

della Corte, oltre che difenderne l'assoluta indipendenza.

Esattamente lo stesso rispetto che abbiamo per i tribunali di

casa nostra''. E' stato questo l'appello del Segretario

Generale del Consiglio d'Europa a conclusione del suo

intervento alla Conferenza di Brighton che si concludero'

venerdi' sera.

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