Diritto dell'energia, convegno FareAmbiente a Roma

Red

Roma, 24 set. (askanews) - L'educazione e la conoscenza del diritto dell'energia, attraverso gli spunti di riflessione dati dal confronto tra esperienza italiana e anglosassone. È questo l'approccio scientifico al centro del convegno "Energy law education and the energy transition", in programma giovedì 26 settembre alle ore 16, presso il Salone "Teatro del Pepe" (sede nazionale FareAmbiente, via Valadier 36°, Roma). Un incontro organizzato da FareAmbiente, in collaborazione con Univertity of Dundee, Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli" e Fondazione Gianbattista Vico - Istituto di Alta Cultura.

Il convegno si apre con i saluti del presidente di FareAmbiente, Vincenzo Pepe, del profe. Pasquale Fermia, dei deputati Gianluca Benamati, Maria Teresa Baldini, Elena Lucchini, e dell'europarlamentare Valentino Grant. Presiede il prof. Tommaso Edoardo Frosini, vicepresidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche. I lavori vengono avviati dalla relazione del prof. Raphael J. Heffron: seguono gli interventi dell'ing. Giuseppe Montesano (deputy director Enel Foundation) e del dott. Aldo Arcangioli, Ceo di Unicoenergia. Le conclusioni sono affidate a S.E. GianPaolo Cirillo, presidente di sezione del Consiglio di Stato, e al prof. Domenico Amirante.

"Il diritto dell'energia è ancora considerata una nuova branca del diritto. Nonostante appare non avere acquisito ancora una dimensione autonoma nella letteratura accademica, non bisogna confondersi e pensare che il diritto dell'energia non abbia mai rivestito un ruolo importante e rilevante all'interno dei mercati", spiega Vincenzo Pepe.

"Già a partire dalla fine dell'800' e dai primi anni del 900', iniziarono a prospettarsi le prime legislazioni per disciplinare i settori delle risorse energetiche e minerarie. Nel ventunesimo secolo siamo giunti alla conclusione che il diritto dell'energia svolge un ruolo fondamentale nell'economia di un Paese e nel condizionare le dinamiche politiche internazionali. Si pensi all'ormai consolidata veste della Russia nell'incidere sul prezzo del gas in modo da monopolizzarne il mercato ed instaurare forti dipendenze dalle importazioni dello stesso nei confronti dell'Europa e degli Stati Membri. Quindi - rimarca il presidente di FareAmbiente - se a livello internazionale il suo ruolo rilevante e strategico ha condotto il diritto dell'energia ad incrementare la sua preminenza ed accelerare il suo percorso di autonomia all'interno delle branche del diritto, in Italia questa rotta non è stata ancora pienamente imbarcata".

"Per questo l'incontro approda nell'esperienza del Regno Unito dove, sulla scia degli sviluppi statunitensi, il diritto dell'energia naviga su acque sicure, essendo la disciplina stata consacrata a livello accademico con molti centri di ricerca e a livello pratico con un'importante mercato del lavoro.

L'esercizio comparativo con le Università anglosassoni dell'Eurozona - prosegue Pepe - deve stimolare non solo la volontà di migliorare la propria conoscenza delle dinamiche del settore energetico ma far sì che questa coscienza si traduca in consapevolezza delle proprie scelte e della centralità che nelle moderne economie riveste. Creare conoscenza ed educazione al diritto dell'energia conduce alla possibilità di comprendere e decifrare le dinamiche, talvolta celate, dei processi moderni, uno fra i tanti quello di liberalizzazione e privatizzazione delle centrali elettriche di mano pubblica. Un processo che, sulle sollecitazioni europee, avrebbe dovuto condurre ad una piena ed effettiva concorrenza ma che, invece, ha prodotto risvolti diversi fra gli Stati Membri".

"Oggi un libero mercato è possibile. L'educazione e la conoscenza del diritto dell'energia è il suo presupposto fondamentale. L'esperienza italiana e anglosassone a confronto permette di sviscerare a fondo il problema e poter maturare degli spunti di riflessione tipici dell'esercizio comparativo", conclude