Diritto oblio anche per dati che rendono identificabile una persona -2-

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Roma, 22 lug. (askanews) - Il Garante - sulla base del Regolamento europeo che definisce dato personale "qualsiasi informazione riguardante una persona fisica indentificata o identificabile". ha concluso che l'Url che riportava la qualifica di Presidente di quella determinata cooperativa, si riferiva in maniera inequivocabile alla persona del reclamante - visto che quest'ultimo rivestiva quella carica da moltissimi anni, tanto da essere ormai, specie nell'ambito della realtà di riferimento, univocamente messo in correlazione con essa. Per altro verso, l'articolo contestato risultava risalente nel tempo e riguardava un procedimento penale che era stato poi definito con una sentenza di assoluzione. E, di conseguenza, ha sottolineato il Garante, il pregiudizio subito dall'interessato dalla reperibilità sul web della Url in questione non poteva ritenersi bilanciato da un interesse della collettività a conoscere informazioni che risultavano inesatte e non aggiornate alla luce degli sviluppi procedimentali avuti poi dalla vicenda. Il Garante Privacy ha dunque ingiunto a Google di rimuovere l'Url e di comunicare entro trenta giorni dalla data di ricezione del provvedimento le iniziative intraprese per dare attuazione a quanto prescritto.