Disabile maltrattato ad Agrigento, incatenato in casa dai tutori

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È finito l’incubo di un giovane disabile affetto da disturbi psichici. Il ragazzo veniva ripetutamente maltrattato dalla coppia di tutori che avrebbe dovuto curarlo e occuparsi di lui. Per mesi infatti i due coniugi l’avrebbero segregato e maltrattato, legandolo in più occasioni con delle catene ai piedi. I due avevano l’affidamento legale del ragazzo.

Disabile maltrattato, segregato e legato con catene

L’inchiesta che ha portato a scoprire il dramma, nel quale da mesi viveva il ragazzo disabile, è nata grazie ad alcune segnalazioni fatte da vicini e conoscenti. I Carabinieri hanno portato a termine l’indagine coordinandosi con le direttive del procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, e della sostituta Gloria Andreoli.

Dopo le segnalazioni, gli investigatori hanno installato delle telecamere nascoste e, grazie anche a pedinamenti e intercettazioni, sono riusciti così a ricostruire la disperata situazione del ragazzo. I due tutori infatti più volte avrebbero legato i piedi del ragazzo a una catena, privandolo così della libertà di movimento e della possibilità di uscire di casa. Oltre a segregarlo, la coppia avrebbe continuato a vessare e maltrattarlo per intere settimane. La Procura di Agrigento ha accusato i coniugi non solo di maltrattamenti ma anche di sequestro di persona. Anche la prima cittadina di Naro, Maria Grazie Brandara, ha commentato il grave fatto di cronaca descrivendolo come “vergognoso e inqualificabile”.

All’inizio del mese di ottobre un altro grave caso di maltrattamenti aveva visto coinvolto un disabile di 19 anni. Il giovane, attirato con l’inganno all’interno di un centro di accoglienza di Sondrio, è stato poi aggredito sessualmente da un 30enne originario del Gambia.