Disabile morto in piscina: sequestrato il defribillatore

Fcz

Milano, 8 gen. (askanews) - Il sequestro del defibrillatore e una serie di verifiche sulle misure di sicurezza, come il numero di salvagenti, presenti nella piscina di via Lammenais. Sono i primi passi dell'inchiesta avviata dalla procura di Milano per far luce sulla morte di Davide Duma, il 32enne disabile affogato ieri durante un corso di nuoto nella vasca della struttura di Quarto Cagnino, all'estrema periferia Ovest di Milano.

Il fascicolo di indagine è stato aperto ieri dal pm Antonia Pavan per omicidio colposo a carico di ignoti con il coordinamento del procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, magistrato che dirige il dipartimento salute e lavoro della procura di Milano. Un atto dovuto per effettuare una serie di accertamenti investigativi. Innanzitutto l'autopsia, prevista nei prossimi giorni per sciogliere ogni dubbio sulle cause del decesso che - questa una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti - potrebbe anche essere conseguenza di un malore. E poi altre verifiche, come quelle sull'idoneità del defibrillatore e delle altre misure di sicurezza, necessarie per accertare eventuali responsabilità penali in capo al personale in servizio nella struttura o, al contrario, se si sia trattato di una tragica fatalità.

Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri intervenuti sul posto, la vittima - affetta dalla sindrome Cornelia de Lange - sarebbe annegata dopo essersi recato in un punto della piscina dove l'acqua è troppo alta e lui non riusciva a toccare il fondo. Insieme a lui, in vasca c'erano anche altri 10 disabili, sorvegliati "come da contratto", sottolineano in ambienti giudiziari milanesi, da un solo bagnino. Una donna che sarebbe intervenuta immediatamente: lo ha subito trascinato fuori dalla vasca anche se il 32enne era già in arresto cardiocircolatorio. Ogni tentativo di rianimarlo sul posto, anche attraverso il defibrillatore presente nella struttura, è stato inutile, così come il successivo trasporto all'ospedale San Carlo. La piscina di Quarto Cagnino, gestita da MilanoSport, ieri era chiusa al pubblico proprio perché erano in programma alcune le lezioni collettive di nuoto riservate ai diversamente abili come gli ospiti della comunità "Le Chiavi di Casa", di cui faceva parte il 32enne, orfano di genitori e affidato a una struttura comunale.