Disabili, Papa: "Peccato sociale dividere vite in serie A e B"

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Quanti ‘esiliati’ nascosti nelle case a causa della disabilità. E' il grido di dolore del Papa nel messaggio per la Giornata mondiale delle persone disabili che quest’anno ha per tema ‘Il futuro è accessibile’. Il Pontefice avverte: "Una persona con disabilità, per costruirsi, ha bisogno non solo di esistere ma anche di appartenere ad una comunità. Incoraggio tutti coloro che lavorano con le persone con disabilità a proseguire in questo importante servizio e impegno, che determina il grado di civiltà di una nazione". Un "peccato sociale", avverte il Papa, dividere vite in serie A e in serie B: "Occorre sviluppare gli anticorpi contro una cultura che considera alcune vite di serie A e altre di serie B: questo è un peccato sociale!". 

"Occorre prendersi cura e accompagnare le persone con disabilità in ogni condizione di vita, avvalendosi anche delle attuali tecnologie ma senza assolutizzarle; con forza e tenerezza farsi carico delle situazioni di marginalità; fare strada insieme a loro e "ungerle" di dignità per una partecipazione attiva alla comunità civile ed ecclesiale. E' un cammino esigente e anche faticoso, - scrive Bergoglio - che contribuirà sempre più a formare coscienze capaci di riconoscere ognuno come persona unica e irripetibile. Siamo chiamati a riconoscere in ogni persona con disabilità, anche con disabilità complesse e gravi, un singolare apporto al bene comune attraverso la propria originale biografia".  

Il Papa invita a non dimenticarsi dei "tanti "esiliati nascosti", che vivono all’interno delle nostre case, delle nostre famiglie, delle nostre società . Penso a persone di ogni età, soprattutto anziani, che, anche a motivo della disabilità, sono sentite a volte come un peso, come "presenze ingombranti", e rischiano di essere scartate, di vedersi negate concrete prospettive lavorative per partecipare alla costruzione del proprio avvenire". 

"Avere il coraggio di dare voce a quanti sono discriminati per la condizione di disabilità, perché purtroppo- denuncia Bergoglio - in alcune Nazioni, ancora oggi, si stenta a riconoscerli come persone di pari dignità, come fratelli e sorelle in umanità. Infatti, fare buone le leggi e abbattere le barriere fisiche è importante, ma non basta, se non cambia anche la mentalità, se non si supera una cultura diffusa che continua a produrre disuguaglianze, impedendo alle persone con disabilità la partecipazione attiva nella vita ordinaria".