Disabili, sindacati: Comune Roma e Regione Lazio si muovano

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Roma, 12 feb. (askanews) - "Come può una famiglia che deve accudire un malato di Sla, o di altre malattie degenerative, non rientrare nella graduatoria per accedere ai contributi per l'assistenza delle persone con disabilità gravissima? Sono centinaia le famiglie escluse quest'anno dalle graduatorie per effetto di un punteggio del Comune di Roma che restringendo i criteri di assegnazione ha, di fatto, lasciato sole centinaia di famiglie disperate che si stanno rivolgendo alle nostre sedi in tutto il territorio chiedendo aiuto perché scoprono, improvvisamente, che per effetto delle nuove richieste e un aumento del numero degli utenti, il contributo non verrà erogato". Lo scrivono, in una nota congiunta, Cgil Roma Lazio, Cisl Roma Capitale Rieti e Uil Lazio.  "Il diritto di accesso ai contributi è stato rimodulato sia per l'assegno di cura diretta che quello per il caregiver: il risultato è stato alzare l'asticella e escludere circa 500 famiglie. Sappiamo che le soluzioni - spiegano i sindacati - vanno trovate insieme tra Comune e Regione, non solo per ottenere un aumento/rimodulazione dei fondi ma anche per definire una nuova cornice legislativa con l'unico obiettivo di garantire equità per quei contributi economici che sono un sostegno vitale per la continuità assistenziale alle persone che soffrono di patologie gravissime nel proprio ambiente familiare. Per questo motivo, lo scorso 31 gennaio abbiamo già espresso la nostra preoccupazione all'assessore del Comune di Roma Mammì e all'assessore Regionale Troncarelli chiedendo un incontro congiunto per cercare insieme tutte le soluzioni utili nel merito. Con la Regione abbiamo un incontro fissato il prossimo 18 febbraio; da parte del Comune, invece, un silenzio tombale. Ritenendo che il tema sia di stretta urgenza, attualità e importanza, la questione sarà sicuramente affrontata in occasione del prossimo Attivo Unitario che abbiamo convocato il 21 febbraio e incentrato proprio sulle Politiche sociali a Roma e nell'area metropolitana. Nel frattempo, rinnoviamo la nostra contrarietà verso la scelta attuata, chiediamo al Comune di Roma la massima attenzione al tema della disabilità gravissima e un incontro urgente per individuare la migliore soluzione per famiglie che già subiscono il dolore e la fatica quotidiana della cura e assistenza ad un disabile gravissimo e, invece, si sono trovate improvvisamente senza il sostegno economico percepito fino allo scorso dicembre" conclude la nota.