Disabilità, Serafico: da Francesco appello a chi ci considera ‘scarti’

Image from askanews web site
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Roma, 24 set. (askanews) - Quanto vale la vita umana? E questo valore, nella sua forma più autentica, può essere messo al centro di un processo di rifondazione dell'economia? Il forte 'Sì' di fronte a questo interrogativo è stato l'architrave del messaggio che l'Istituto Serafico di Assisi ha portato all'evento The Economy of Francesco, appena conclusosi proprio nella città del Santo Patrono d'Italia e alla presenza di Papa Francesco.

Vari i contributi e le esperienze in questa tre giorni, tra questi il Serafico di Assisi ha portato un elemento indispensabile: la voce dei più fragili. Un istituto, nato 150 anni fa dalla visione di un frate francescano e oggi vero e proprio centro di eccellenza nell'assistenza ai ragazzi con gravi disabilità. "Molto spesso - sottolinea la presidente del Serafico Francesca Di Maolo - i nostri ragazzi, come le persone più fragili, vengono denominati 'ultimi' per esprimere la collocazione che di fatto hanno nella società, secondo un'analisi economica e sociale. Eppure essere 'ultimo', comunque, significherebbe partecipare, essere in gara. Se vogliamo essere onesti, riferendoci alle persone più vulnerabili e ai servizi e alle cure che ricevono, dovremmo usare un termine molto più duro e, allo stesso tempo, doloroso: dovremmo dire che sono 'scartati'.

A conferma di questo scenario non mancano le cifre: basti pensare che, secondo uno studio realizzato dall'Istituto Serafico, oltre il 63% delle famiglie con disabili è costretto a spostarsi continuamente dalla regione di residenza per effettuare le cure necessarie: un autentico calvario che dimostra come il lavoro da fare sia ancora tanto. E se l'assistenza e le cure sono importanti, occorre andare anche oltre: "Sappiamo - continua Di Maolo - che prendersi cura delle persone più fragili non ha a che fare solo con degli atti tecnici: la cura si esprime prima di tutto con il riconoscimento della persona, dei suoi affetti, dei suoi talenti e dei suoi interessi".

Ecco perché l'Istituto Serafico ha deciso di far sentire, in occasione di The Economy of Francesco, una voce diversa: quella di chi ha più difficoltà a farsi ascoltare, ma che fa capire l'importanza di superare un approccio incardinato soltanto su risorse e profitti.

"Dalla parte dei fragili - conclude Di Maolo - si maturano nuove visioni capaci di dare slancio a un rinnovamento reale della società e dell'economia. Penso, tra i tanti luoghi della fragilità, al mondo della malattia".