Disabilità e assistenza sessuale, la legge che non c'è

Il tema dell’assistenza sessuale per i disabili è oggetto di un Disegno di Legge depositato nell’aprile 2014, ma che da quasi tre anni è fermo. (Credits – Flickr/Andrea)

Il sesso e la disabilità. Un tabù che molti preferiscono tenere nascosto, un rapporto difficile, spesso impossibile, troppe volte dimenticato. Sì, perché anche chi soffre di una disabilità ha delle necessità e dei diritti, eppure per molti avere un appagamento sessuale è pressoché impossibile.

Ed è da anni un tabù anche per la politica, con leggi sull’assistenza sessuale ferme in Parlamento, senza che siano stati fatti passi avanti. Ora, però, la nuova proposta arriva da Ileana Argentin, deputata del Partito Democratico, che spiega senza giri di parole i problemi e gli imbarazzi che circondano la disabilità e il sesso.

“Ancora oggi, e lo dico con fatica ogni volta, si trovano madri di 80 anni costrette alla masturbazione dei propri figli perché non c’è una sostituzione. E’ una violenza insostenibile verso queste madri e questi padri […] La sessualità per i disabili è completamente negata, noi siamo sempre i ragazzi, la gente non ci considera né uomini né donne. Ho fatto una proposta di legge su questo argomento. Secondo me la sessualità è un diritto di tutti e va vissuta con la diversità di ognuno di noi, che può essere di ogni tipo e aperta a qualsiasi tipo di scelta” ha detto la Argentin intervistata da Radio Cusano Campus.

Il tema dell’assistenza sessuale per i disabili è oggetto di un Disegno di Legge depositato nell’aprile 2014, ma che da quasi tre anni è fermo. Bloccato dal ruolo professionale dell’assistente sessuale, con molti distinguo sul profilo professionale degli assistenti, sui criteri di selezione, sull’adeguatezza al ruolo e su quali disabili ne possono usufruire o meno.

Ma, intanto, passano gli anni e l’Italia resta indietro rispetto agli altri Paesi, dove leggi ci sono e dove gli assistenti sessuali ci sono e non sono guardati come fenomeni da baraccone. E dove i portatori di handicap sono visti come uomini e donne, con le loro necessità e i loro diritti a soddisfarle, e non come persone asessuate da nascondere, assieme alle loro voglie.

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