Disastro ambientale in Brasile, marea nera minaccia l’ecosistema

disastro ambientale in Brasile

Una marea nera composta da più di 600 tonnellate di petrolio si è riversata lungo la costa nord orientale del Brasile, causando un vero e proprio disastro ambientale. L’onda nera ha raggiunto spiagge e coste causando gravi danno al delicato ecosistema che caratterizza quelle zone. Uccelli, pesci e tartarughe sono stati ricoperti e risucchiati dalle tonnellate di melma diffusa su oltre 180 regioni e 200 spiagge. Migliaia di persone si stanno mobilitando per ripulire le coste e aiutare gli animali intrappolati nell’acqua contaminata.

Disastro ambientale in Brasile, mistero sulle cause

La procura federale ha aperto un’indagine per disastro ambientale derivato dall’ondata nera che sta devastando le coste del Brasile. Secondo le indagini, il petrolio potrebbe provenire dal Venezuela ma rimane ancora ignota l’origine della perdita. La procura ha anche accusato il governo di Brasilia di non aver agito tempestivamente per arginare il disastro ambientale che, secondo gli esperti, potrebbe essere il peggiore nella storia del Brasile. Per il momento si stimano danni su oltre 2mila chilometri di territorio.

La caratteristica di questa marea nera è che si deposita direttamente sulla riva, rendendo così più complesso il lavoro di contenimento. Tanti i volontari e gli ambientalisti che si sono uniti per asportare 525 tonnellate di catrame da più di 200 spiagge.

La situazione è resa ancora più grave dal fatto che il Brasile aveva già vissuto mesi oscuri per quanto riguarda la salute dell’ambiente. Il 2019 è stato infatti un anno record per il numero di incendi nella foresta amazzonica brasiliana, uno dei principali polmoni del nostro pianeta.