Discariche abusive, 51 siti sanati in 40 mesi

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Roma, 9 giu. (askanews) - Il Commissario unico per le bonifiche Gen. Giuseppe Vadalà, con la task-force messa a disposizione dall'Arma dei Carabinieri per far fuoriuscire l'Italia dalla procedura d'infrazione europea, ha presentato, in una conferenza stampa congiunta con il MITE la settima relazione semestrale sullo stato delle discariche abusive Italiane relative alla causa europea c-196/13. La presentazione della VII relazione semestrale dell'attività del Commissario ha effettuato un focus sugli obiettivi primari: eliminare la sanzione europea, risolvere un problema ambientale, restituire territori alle collettività per il corretto sviluppo dei cicli di vita delle comunità e del benessere degli individui, 51 siti sanati e 20 milioni di Euro risparmiati sulla sanzione per ogni anno.

"Siamo arrivati alla tredicesima semestralità dopo quattro anni dell'azione del Commissario - ha sottolineato il Commissario unico ad askanews -. Prima aveva operato il ministero dell'Ambiente. La prima sanzione è del 2014, 42,8 milioni ogni sei mesi, una cifra enorme. L'azione del ministero aveva fatto fuoriuscire 119 siti. Per gli 81 più complessi, dal 2017 è iniziata questa missione per l'Arma dei Carabinieri. Degli 81 siti assegnati, 51 ad oggi sono stati bonificati o messi in sicurezza. Ne rimangono a questo punto 30, che crediamo di completare entro il 2024".

Il raggiungimento di questo importante risultato è frutto in primis della collaborazione tra l'Ufficio del Commissario, che ha potuto svolgere il suo operato - i cui dettagli relativi all'ultimo semestre sono descritti all'interno della settima relazione semestrale - grazie alle sinergie create con il Ministero della Transizione Ecologica e ai protocolli siglati con altri enti, Istituzioni e organismi pubblici (tra i quali Arpa regionali e Ispra) e privati, in un lavoro "corale" per il Paese e per i cittadini.

La sanzione europea oggi si è ridotta a 6.600.000 euro - calcolando anche i 3 dossier al vaglio della Commissione UE - portando così un risparmio economico per l'erario e soprattutto restituendo zone più salubri alle collettività. A guidare la task force composta tutta da Carabinieri è il Generale di brigata Giuseppe Vadalà che attraverso le attività effettuate con la squadra creata ad hoc e messa a disposizione del dall'Arma dei Carabinieri, ha periodicamente inseguito e raggiunto gli obiettivi fissati nel cronoprogramma operativo.

"Si disinquina, si restituiscono territori alla cittadinanza, e questa è la cosa più bella di questo lavoro perchè dove prima c'era spazzatura a cielo aperto, con animali che vi razzolavano, oggi c'è pulizia e una utilità dei territori riacquistata. Poi minimizziamo questa sanzione importante. Facendo velocemente ma facendo le cose per bene", ha aggiunto Vadalà.

Per il Gen. C.A. Antonio Pietro Marzo, Comandante dell'Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri, "il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (C.U.F.A.) vuole essere l'interprete autentico delle esigenze del territorio e del bisogno deli cittadini italiani di oggi e delle generazioni future. Questa è la nostra sfida: tutelare il paesaggio, fermare il degrado e l'inquinamento ambientale, garantendo qualità di vita e sicurezza. Le bonifiche rappresentano un importante tassello per il raggiungimento della nostra missione istituzionale".

Alla presentazione della relazione ha partecipato il Sottosegretario del Ministero della Transizione Ecologica, On. Ilaria Fontana, che ha evidenziato come "quando si parla di bonifiche si pensa ai grandi siti industriali dismessi o agli oltre 40 siti di interesse nazionale, ma in realtà sono migliaia le discariche abusive presenti sul territorio".

"Per esperienza personale - ha proseguito Ilaria Fontana - conosco molto bene come l'emergenza rifiuti dei primi anni 2000 abbia portato nella mia provincia di Frosinone alla comparsa di quasi 100 discariche, alcuni Comuni ne avevano anche più di una e sono rientrate nelle attività di bonifica effettuate dal Generale Vadalà. Questa settima relazione semestrale del Commissario è un altro tassello necessario per arrivare ad estinguere la sanzione UE a seguito della condanna subita nel 2014, abbiamo visto oggi quante risorse economiche abbiamo risparmiato riducendo l'entità della sanzione ogni anno. Ma bonificare queste ex discariche significa anche restituire ai cittadini intere aree che erano rimaste interdette per anni".

Ancora, per il sottosegretario, "sanare 51 siti significa restituire 51 porzioni di territorio ai cittadini scongiurando il verificarsi di ulteriori contaminazioni che potrebbero mettere a rischio la loro salute. Dietro una bonifica c'è il lavoro di tecnici, esperti e amministratori impegnati nel determinare le concentrazioni, nell'elaborazione di studi di fattibilità e nel capire come meglio intervenire per rimuovere o isolare gli agenti inquinanti. Questo è lavoro che può essere velocizzato ma che non può essere evitato, non si può avere la presunzione di essere in sicurezza bisogna essere certi di essere in sicurezza quando si parla di tutela dell'ambiente e della salute pubblica".