Discariche di rifiuti sui fondali dei mari italiani ... -2-

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Roma, 9 ott. (askanews) - Allarmante la situazione dei fondali italiani: nella regione Adriatico-Ionica la media degli scarti rinvenuti supera i 300 rifiuti ogni km2, dei quali l'86% è plastica, in particolare usa e getta (il 77%). Imballaggi industriali e alimentari, borse/shopper e bottiglie di plastica, comprese le retine per la mitilicoltura (queste ultime particolarmente abbondanti lungo le coste italiane), sono i rifiuti più comuni. L'area costiera a sud del delta del Po (983 rifiuti al km2), quella settentrionale (910 rifiuti al km2) e meridionale (829 rifiuti al km2) di Corfù e le acque di fronte a Dubrovnik (559 rifiuti al km2) sono le località adriatiche-ioniche con la maggiore densità di rifiuti in fondo al mare.

Fondamentale la collaborazione dei pescatori nel monitoraggio dei fondali marini condotta in Adriatico dal 2013 al 2019: nelle reti di 224 pescherecci coinvolti in due progetti di ricerca europei Defishgear e Mlrepair sono state trovate 194 tonnellate i rifiuti "incastrati". Solo nella marineria di Chioggia sono state raccolte 45 tonnellate.

E la situazione non migliora salendo in superfice: le quantità di macroplastiche rinvenute raggiungono una densità media che oscilla all'incirca tra i 2 e i 5 oggetti flottanti per km2, mentre la densità media delle microplastiche (le particelle più piccole di 5 mm) è compresa tra 93 mila e le 204 mila microparticelle per km2. Non va meglio neanche lungo le spiagge: i litorali nazionali "ospitano" dai 500 ai 1000 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia.

"Quello dei rifiuti marini - commenta l'Ispra - è un problema che supera i confini nazionali. Lo dimostrano i risultati ottenuti dall'analisi dei rifiuti ingeriti dalla tartaruga marina Caretta caretta dal progetto europeo Indicit condotto dal 2017 al 2019. Su 1406 tartarughe analizzate (458 vive e 948 morte), il 63% presentava plastica ingerita e quasi il 58% degli esemplari vivi di Caretta caretta aveva plastica nelle feci. I valori riscontrati in Italia non si discostano da quelli rilevati nell'Atlantico (70.91%) e nel Mediterraneo (61.95%)".