Mattarella: “Pensiamo insieme a futuro, necessaria coesione nazionale”

discorso mattarella

Sergio Mattarella ha pronunciato il suo discorso di fine anno a reti unificate lanciando alla nazione un messaggio di unità e coesione sociale.

Discorso fine anno Mattarella

Dopo aver augurato un buon 2020, ha spiegato come con l’inizio del nuovo anno si avvii a conclusione un decennio impegnativo, “contrassegnato da una lunga crisi economica e da mutamenti tanto veloci quanto impetuosi“. Un tempo in cui sono cambiate molte cose attorno a noi, nella nostra vita e nella società. ​

Ha poi invitato gli italiani a riflettere sull’immagine della propria nazione vista dall’alto, esortandoli ad allargare lo sguardo oltre il consueto. Vale a dire a vedere l’Italia come un paese proteso nel Mediterraneo e posto, per geografia e per storia, come uno dei punti di incontro dell’Europa con civiltà e culture di altri continenti.

Ha poi menzionato i problemi che il 2020 dovrà pensare a risolvere, vale a dire la mancanza di lavoro, le forti diseguaglianze e alcune gravi crisi aziendali. Di fronte a questa situazione è necessario quindi rilanciare il sistema produttivo per avere un ruolo incisivo in Europa. Un’altra questione irrisolta su cui l’anno nuovo dovrà concentrarsi è il divario ancora presente tra Nord e Sud Italia.

E’ dunque necessario che le istituzioni favoriscano coesione sociale, cosa possibile solo attraverso decisioni adeguate, efficaci e tempestive. “Importante poi sviluppare una cultura della responsabilità che riguarda tutti, dalle formazioni politiche alle imprese alle associazioni, unica garanzia e presidio di libertà e difesa dei principi“, ha aggiunto.

Impossibile non menzionare i giovani e l’ambiente, binomio quanto mai azzeccato date le battaglie portate avanti nei Fridays For Future. “Loro fanno sentire la loro voce proiettati, come sono, verso il futuro e senza nostalgia del passato“, ha ricordato, parlando di alcuni dei più recenti drammi per ribadire l’importanza di tutelare l’ambiente, vale a dire Venezia e i terremoti.

Mattarella ha poi chiuso con le parole di Luca Parmitano, il primo italiano al comando della stazione spaziale internazionale. Questo infatti l’ultimo augurio alla nazione: “La speranza consiste nella possibilità di avere qualcosa da raggiungere“.

Le anticipazioni

Tra le novità del 2019 c’è stato un cambio di location: il presidente ha scelto di entrare nelle case dei cittadini italiani annunciando il suo augurio non più dallo “studio alla Palazzina”, ma da un salone del Quirinale che non tutti conoscono. L’obbiettivo era quello di ricreare uno spazio aperto, di dialogo e di confronto come quello che auspica possa esserci ogni giorno tra i partiti tanto al governo quanto all’opposizione. Le parole chiave scelte dal Presidente della Repubblica sono “identità italiana” e “coesione nazionale”.

Terminato il discorso, infine, anche per il Presidente si aprirà un momento di condivisione e di festa. Mattarella riunirà i figli e i nipoti a Roma per una cena in compagnia e nei giorni seguenti raggiungerà invece la sua città: Palermo.

Davanti all’attenzione di milioni di italiani, il Capo dello Stato ha riportato alcuni eventi cruciali del 2019. Per iniziare, infatti, ha ricordato la fine di un anno intenso e difficile per la politica: si sono succeduti due governi, l’uno giallo-verde formato da Lega e M5s, l’altro giallo-rosso formato da Pd e M5s. La crisi di governo che è scoppiata in agosto è stata risolta fortunatamente in tempi molto rapidi e ciò ha permesso la nascita dell’esecutivo che attualmente governa l’Italia. La stabilità è ancora lontana e Mattarella ha fatto appello quindi allo “spirito di comunità”, per consentire a una vasta area del nostro paese di uscire dallo stato di necessità nel quale ora si trova.

Nonostante i problemi economici e sociali nei quali versa il nostro Paese, quindi, Mattarella nel suo discorso di fine anno ha cercato di “esortare i cittadini italiani alla fiducia e all’autostima”. Con un tono quotidiano e colloquiale, senza attacchi ai partiti o prese di posizione, Mattarella ribadisce i concetti citati lo scorso anno: “L’Italia che cuce e ricuce”. L’auspicio è di riuscire ad alleviare il peso del debito pubblico alle generazioni successive.

Nel 2020, inoltre, si aprirà un periodo importante per la politica con due probabili appuntamenti referendari. Il primo riguarda la norma che prevede la riduzione dei parlamentari; mentre il secondo concerne il taglio della quota proporzionale dell’attuale legge elettorale.