Discoteche aperte o no? Gli esperti si dividono

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Sulla riapertura delle discoteche in Italia la scienza si divide. Nonostante il via libera del Cts, non c'è ancora una data certa per il settore. "Dobbiamo metterci d'accordo, se diciamo che il vaccino serve e il green pass funziona, allora dobbiamo utilizzarli anche per far funzionare le attività. Io spero che su questo ci sia una responsabilità da parte di tutti per continuare ad avere una linea di coerenza", dice il governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga a 'SkyTg24' sottolineando che con "il green pass e le regole si può andare nella direzione" di riaprire le discoteche. La decisione però slitta e anche tra gli esperti non c'è una posizione univoca.

Secondo il consulente del ministero della Salute, Walter Ricciardi, le discoteche "sono ambienti tipicamente pericolosi con un virus che si diffonde per via respiratoria, tanto più con una variante così contagiosa. Bastano pochi secondi per essere contagiati. Le discoteche potranno riaprire solo quando verrà disposto un controllo rigorosissimo con accesso consentito solo a chi è vaccinato, chi ha già avuto il Covid o chi è certamente negativo al tampone". "Appena entra un infetto in una discoteca e ci sono soggetti suscettibili, è sicura la trasmissione", avverte Ricciardi.

Diversa l'opinione di Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive all'ospedale San Martino di Genova. "Il fatto che si ritardi l'apertura delle discoteche è un errore, saremo l'unico paese in cui rimangono chiuse. E' inevitabile che poi i ragazzi vadano a divertirsi nei locali in Spagna, Grecia e Francia. E' una penalizzazione", dice Bassetti all'Adnkronos Salute. "Poi -aggiunge- non è che i ragazzi non si divertono se le discoteche sono chiuse, ma lo fanno in altri luoghi come bar, spiagge e case private. Dove non ci sono controlli. E' il solito problema italiano dove preferiamo, come dire, vietare una cosa sapendo bene che avviene e poi non andiamo a controllare. Così non abbiamo risolto il problema".

"Il protocollo per entrare in discoteca con il green pass o il tampone negativo nelle precedenti 48 ore permette di avere delle garanzie - ricorda Bassetti -. Le discoteche possono riaprire in assoluta sicurezza, si sta facendo un allarmismo sbagliato sulla variante Delta che non serve assolutamente in questo momento".

Le discoteche "non dico che non debbano riaprire ma occorre farlo rispettando criteri molto rigidi e precisi. Questo perché se il locale è affollato e c'è un positivo sfuggito ai controlli, magari contagiato dalla variante Delta, rischiamo un focolaio. Ricordiamoci quello che è accaduto ad agosto 2020 in Sardegna. Quindi sì a riapertura dei locali, solo quelli all'aperto, ma con il green pass o con tampone negativo nelle 24-48 ore prima", è il parere di Claudio Mastroianni, direttore del Dipartimento di Malattie infettive del Policlinico Umberto I di Roma.

Il virologo Fabrizio Pregliasco, invece, si dice "sicuramente d'accordo" con l'ipotesi di far slittare l'apertura delle discoteche. "Io non sono un 'discotecaro' ma mi rendo conto della sofferenza di quelle strutture, che però rappresentano l'esempio di facilitazione della diffusione del virus nel momento in cui è fatta come la conosciamo e come ci piace. Questo è il punto. Io credo - aggiunge il virologo - che debba essere importante anche un Green pass ben strutturato perché per esempio l'anno scorso mi risulta che la gente dava numeri di telefoni cellulari sbagliati volutamente. Quindi se è tutto fatto così...".

"Se il governo e le autorità locali sono in grado di garantire l'apertura e fare in modo che questa avvenga con le dovute precauzioni, facendo applicare le regole come si deve, allora il punto può essere superato" e le discoteche possono riaprire, dice Massimo Galli, responsabile di Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano.

"Fare applicare le regole come si deve - sottolinea Galli - vuol dire con un pass vaccinale o ancora meglio con una valutazione del tampone all'ingresso o comunque nell'arco delle ore immediatamente precedenti. Il punto è che i controlli poi ci siano effettivamente perché altrimenti direi che il gioco diventa insostenibile. Mi permetto di dire questa cosa perché sennò siamo sempre alle solite, ci si gira attorno e non si risolve".

"Il fatto che ci sia aperto tutto il resto e le discoteche rimangano chiuse - sottolinea - sposta poco perché poi le persone finiscono per andare a fare i comodi loro altrove. E se la gente non va in discoteca ma balla in casa o partecipa ad aggregazioni più o meno improvvisate in giro, non abbiamo una sostanziale modificazione della portata del problema".

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