Distrasto ferroviario di Pioltello: 68 richieste di parti civili

fcz
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Milano, 16 nov. (askanews) - Non solo i passeggeri rimasti feriti nel disastro ferroviario di Pioltello, comune alle porte di Milano dove all'alba del 25 gennaio 2018 un treno regionale di Trenord partito da Cremona e diretto a Milano deragliò provocando 3 morti tra i pendolari. Anche il sindacato dei ferrovieri Orsa e l'associzione dei consumatori Codici hanno chiesto di costituirsi parti civili nel procedimento che vede 9 persone tra manager e tecnici di Rfi (tra cui l'amministratore delegato Alberto Gentile e l'ex direzione produzione Umberto Lebruto) imputate a vario titolo per disastro ferroviario colposo, omicidio colposo e lesioni colpose plurime insieme alla stessa società che gestisce la manutenzione delle linee ferroviarie, sotto accusa per responsabilità amministrativa. L'udienza preliminare si è aperta questa mattina in una maxi aula allestita nei padiglioni di Fiera Milano City, in zona Portello. Una mossa praticamente obbligata alla luce dell'emergenza Coronavirus che impedisce di celebrare le udienze in spazi dove non è possibile assicurare il corretto distanziamento sociale tra le persone. Oltre alle 35 persone già inserite nell'elenco delle parti offese della Procura, hanno chiesto di costituirsi parti civili anche altri 31 passeggeri che erano a bordo del convoglio al momento del disastro ma che non presentarono mai nessuna denuncia per le lesioni riportate nell'incidente. Analoga istanza è stata presentata dal sindacato Orsa e dall'associzione Codici ma non dai familiari dei 3 passeggeri rimasti uccisi nel disastro perchè già risarciti da Rfi. Uno degli imputati, il dirigente Rfi Ernesto Salvatore, ha invece già trovato un accordo con i pm per patteggiare 3 anni e 6 medi di pena. La decisione del gup Anna Magelli sulle parti civili e sulla richiesta di patteggiamento è attesa per la prossima udienza fissata il 16 dicembre prossimo sempre al Portello.