Dito piede trapiantato su mano, eccezionale intervento su bimbo

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 26 gen. (askanews) - Un "eccezionale" intervento chirurgico con il trasferimento di una parte del dito del piede al posto delle prime due falangi del dito di una mano su un bambino di 4 anni: è stato eseguito, per la prima volta al mondo grazie ad un microscopio sperimentale a guida robotizzata mai utilizzato in precedenza a livello internazionale, presso l'ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino.

Il bambino, vittima di un incidente, seguito nell'ambulatorio di chirurgia della mano pediatrica, coordinato da Elena Matteoni, aveva riportato una grave lesione del dito medio della mano destra, che non avrebbe mai più potuto muovere e crescere, causando un grave impaccio funzionale dell'intera mano. L'équipe chirurgica, coordinata da Bruno Battiston (Direttore del reparto di chirurgia della mano dell'ospedale CTO di Torino), coadiuvato da Davide Ciclamini (responsabile della microchirurgia ricostruttiva) e da Paolo Titolo (responsabile della chirurgia del nervo periferico) ha proceduto a trasferire una "articolazione vascolarizzata", ovvero osso, tendine e tessuti molli, da un dito del piede al dito della mano (senza causare problemi alla deambulazione futura del bambino), utilizzando una tecnologia robotica innovativa, finora mai utilizzata nel mondo per questo tipo di intervento, caratterizzata da un microscopio a guida robotizzata, ad altissimo ingrandimento (Robotic Scope), che consentirà ai chirurghi di eseguire più agevolmente le micro anastomosi (suture vascolari) per permettere di collegare i piccolissimi vasi sanguigni (di un bambino di soli 4 anni) dell'articolazione del dito del piede a quelli della mano. In questo modo, una volta che l'osso si sarà integrato nella nuova sede (senza rischio di rigetto considerato che si tratta di tessuti presi dal bambino stesso), il dito e la mano potranno non solo riprendere a muoversi, ma anche a crescere nel tempo come un vero dito di una mano sana, permettendo al bambino di recuperare nel tempo una funzione quanto mai vicina a quella di una mano normale.

Il microscopio trasmette l'immagine del campo operatorio ad un occhiale usato dall'operatore, che in tal modo può lavorare in maggiore ergonomia, ma soprattutto potendo utilizzare lo scafandro di protezione nei casi COVID positivi, cosa impossibile con i microscopi tradizionali che non permettono per l'utilizzo l'interposizione di protezioni tra gli occhi del chirurgo e il sistema di lavoro.

Il nuovo strumento roboscopico in questi giorni è utilizzato per alcuni interventi anche presso l'ospedale Molinette di Torino nei reparti di Neurochirurgia universitaria per interventi sia cranico che spinali e nelle divisioni di Otorinolaringoiatria universitaria e di Chirurgia maxillo facciale universitaria.