Dj Aniceto: Discoteche non sono lager, in qualunque modo bisogna ripartire"

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“Le discoteche non sono un lager. Mi piace pensare che la politica e Draghi abbiano recepito il mio messaggio tramite il mio tatuaggio del green pass come simbolo di ripartenza nelle discoteche. E di questo li ringrazio dal profondo del cuore. In qualunque modo bisogna ripartire”. Lo dice all’Adnkronos Dj Aniceto, in riferimento all'indicazione del Cts per la riapertura delle discoteche con una capienza del 35% al chiuso e del 50% all'aperto.

“L’importante è la ripartenza e piano piano ce la faremo - auspica Aniceto - Da dj accetterei anche una capienza al 10%. Capisco i proprietari ma l’importante è che l’opinione pubblica non veda più noi dj come assassini e i locali come un moderno lager infernale. La cautela ci vorrà sempre – aggiunge il dj antidroga - visto che il Covid esiste e ne sono morte centinaia di migliaia di persone. Il mondo non sarà più come prima ed anche il mondo della notte”.

“Ci si dovrà abituare alle mascherine e a tutte le altre precauzioni sanitarie - prosegue Aniceto - Io addirittura consiglierei ai dj i primi tempi di togliere dalle proprie selezioni la musica di contatto come il ‘reggaeton’. La gente deve ritornare ad avere fiducia e amore verso il mondo dei locali notturni, che, ricordiamolo sempre, in generale possono essere luoghi più sicuri per i giovanissimi del parchetto sotto casa o della villetta dell’amico di turno, perché facilmente controllabili nel pieno rispetto dei protocolli sanitari. Penso – conclude - che con i vaccini e il green pass sia davvero possibile una ripartenza”.

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