Dj Fabo, assolto Marco Cappato

Marco Cappato (Photo by Emanuele Cremaschi/Getty Images)

La Corte d'Assise di Milano ha assolto Marco Cappato, imputato per aiuto al suicidio nella vicenda di dj Fabo: per i giudici togati e popolari "il fatto non sussiste".

La lettura del verdetto è stata accolta con gli applausi dei presenti in Aula. Nel corso del processo, il tesoriere dell'associazione Luca Coscioni ha ricevuto la notizia della morte della madre che era ricoverata in ospedale a Milano.

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L'esponente radicale era imputato per aver accompagnato il 40enne Fabiano Antoniani, nome d'arte di Dj Fabo, a morire in una clinica svizzera con la procedura del suicidio assistito.

E' stata dunque accolta dalla Corte la richiesta di assoluzione avanzata dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano sulla base della sentenza della Corte Costituzionale che ha sancito la non punibilità del reato di aiuto al suicidio in presenza di determinate condizioni.

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Cappato, al termine dell'arringa del suo avvocato Massimo Rossi, ha preso la parola per ribadire che il suo aiuto a Fabiano Antoniani a mettere fine alla sua vita tramite il suicidio assistito, è stato dettato da "motivi di libertà". Per Cappato, inoltre, non deve essere "discriminante" la condizione del paziente e il fatto che venga tenuto in vita artificialmente. "Non è la tecnica del vivere e del morire ad essere rilevante - ha detto Cappato in aula - ma la libertà di autoderminazione ad essere in vita, non il tipo di cure e con la quale una persona viene tenuta in vita ma la sua autodeterminazione" a proseguire la sua esistenza nonostante la malattia o a mettere fine alla sua vita.

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