Dj Fabo, pm: assolvere Cappato, "il fatto non sussiste"

Fcz

Milano, 23 dic. (askanews) - L'assoluzione di Marco Cappato "perchè il fatto non sussiste". E' la richiesta avanzata dal procuratore aggiunto di Milano, Tiziana Siciliano, nel processo che vede l'esponente dei Radicali imputato per aiuto al suicidio per aver accompagnato in una clinica svizzera il 40enne milanese Fabiano Antoniani, noto con lo pseudonimo di Dj Fabo, a morire con il suicidio assitito. Processo che era stato sospeso nel febbraio 2018 per permettere alla Corte Costituzionale di sciogliere il dubbio giuridico sulla punibilità del reato di aiuto al suicidio e che riprende oggi per recepire le indicazioni della Consulta. La richiesta di assoluzione da parte della rappresentante della pubblica accusa rappresenta dunque un passaggio praticamente obbligato dopo la pronuncia della Corte Costituzionale che, ha detto l'aggiunto Siciliano in aula, ha fatto "una valutazione in diritto sul senso stretto della vita e sulla Costituzione italiana che mette l'uomo, e non lo Stato, al centro della vita sociale del Paese". Perchè la legge italiana, ha sottolineato il magistrato in un passaggio della sua requisitoria, "dà straordinaria rilevanza in ordine alla facoltà di ogni cittadino di decidere autonomante". E "la grandezza della sentenza" della Consulta "è data proprio dal fatto che rispetto alla sacralità dell'esistenza prevale la fragilità dell'uomo".