Djokovic, Australia: "Non è in detenzione, può andarsene quando vuole"

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Le autorità australiane negano che Novak Djokovic sia tenuto in stato detentivo, come invece denunciato dall'entourage del tennista serbo. "Il signor Djokovic non è detenuto in Australia, è libero di andarsene quando vuole e la polizia di frontiera lo aiuterebbe a farlo", ha detto il ministro dell'Interno Karen Andrews, parlando con l'emittente Abc. Il campione serbo ha trascorso la notte in un albergo utilizzato dalle autorità israeliane per alloggiare gli immigrati, mentre i suoi avvocati lavorano al ricorso presentato contro l'ordine di espulsione emesso nei suoi confronti.

Il tennista, detentore del titolo degli Australian Open, è stato fermato mercoledì al suo arrivo all'aeroporto di Melbourne, per problemi riscontrati col suo visto di ingresso. Djokovic aveva inizialmente ottenuto un'esenzione vaccinale dagli organizzatori del torneo, che inizierà il 17 gennaio, ma questa non è stata ritenuta sufficiente dalla polizia di frontiera.

Il campione ha intanto trovato un improbabile alleato in mezzo a una tempesta di giocatori che condannano il suo comportamento, si tratta di Nick Kyrgios. I due hanno scambiato diverse battute verbali negli ultimi anni e Kyrgios è stato uno dei primi giocatori a denunciare il comportamento di Djokovic quando ha ospitato il famigerato Adria Tour nel 2020, un evento in cui diversi giocatori, staff e spettatori hanno contratto il covid-19, ma il tennista australiano scrivendo su Twitter, ha implorato gli australiani di "fare meglio". "Guardate, credo fermamente si debba prendere iniziativa. Mi sono vaccinato per gli altri e per la salute di mia madre", ha detto Kyrgios. "Ma il modo in cui stiamo gestendo la situazione di Novak è brutto, davvero brutto. Questo è uno dei nostri grandi campioni ma alla fine è umano. Bisogna fare meglio".

Altri giocatori hanno espresso solidarietà al serbo. Il numero 24 del mondo, l'americano John Isner, ha dichiarato su Twitter: "Quello che Novak vivendo in questo momento non è giusto. Non c'è giustificazione per il trattamento che sta ricevendo. Ha seguito le regole, gli è stato permesso di entrare in Australia e ora è detenuto contro la sua stessa volontà. Questa è una vergogna".

"Per me personalmente, è difficile giudicare qualcosa perché non abbiamo tutti le informazioni complete sul suo caso", le parole di Marin Cilic, vincitore in carriera di un'edizione dell'US Open.

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