**Dl Aiuti: Borré, 'no a fiducia da M5S sarebbe harakiri, conseguenze legali'**

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Roma, 11 lug. (Adnkronos) – Non votare la fiducia al dl aiuti al Senato, ipotesi non esclusa dallo stesso capodelegazione M5S al governo Stefano Patuanelli, potrebbe avere persino contraccolpi legali per il Movimento. Lorenzo Borré, il legale che da anni ormai dà filo da torcere ai 5 Stelle, rimarca come molti parlamentari pentastellati -il primo è stato Gregorio De Falco- siano stati espulsi dal partito per violazione della clausola del codice etico che impone il voto di fiducia a governi il cui premier 'sia espressione del Movimento'. Non votare la fiducia, per l'avvocato, si tradurrebbe in una violazione delle regole M5S di fatto perseguibile.

"Smentire la propria giurisprudenza interna sarebbe un harakiri – sintetizza Borré all'Adnkronos – perché rimetterebbe in discussione la legittimità dei provvedimenti disciplinari precedenti. E le richieste di risarcimento danni, a quel punto, non sarebbero affatto peregrine a mio avviso".

Per Borré, se il Movimento non partecipasse al voto di fiducia, "il Collegio dei probiviri dovrebbe espellere -per coerenza e rispetto delle regole interne- tutti coloro che non parteciperanno al voto, venendo meno il gruppo parlamentare del M5S al Senato. Un capolavoro. Se fossi in Draghi direi: 'Go ahead, make my day'", conclude Borré citando la celebre frase pronunciata da Clint Eastwood nella pellicola 'Sudden Impact', ovvero 'Avanti, fammi la giornata'.

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