Dl Covid, Cirio: tra Regioni e Governo problemi nel merito e metodo

Red
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Torino, 22 apr. (askanews) - "Oggi pomeriggio ci sarà una conferenza unificata e noi arriveremo con una posizione critica. Essendo questi i primi passi del rapporto Stato-Regioni vogliamo che parta nel modo giusto e troviamo altrettanto giusto rimarcare un problema di metodo". Così il presidente della Regione Piemonte in merito alla modifica da parte del Consiglio dei Ministri dell'accordo raggiunto il giorno prima tra Stato e Regioni sulla riaperture della scuole in presenza, che porta la percentuale stabilita del 60% al 70% per le zone gialle e arancioni.

"Questa situazione della scuola va verificata sia nel merito sia nel metodo", sottolinea il presidente. "Non condivido che un accordo fatto in conferenza sia stato modificato dal Consiglio dei ministri".

Per quanto riguarda il metodo: "Se si conclude il giorno prima un accordo formalizzato con le Regioni d'Italia, Comuni e Province, ci si aspetta di vederlo scritto nel decreto. Se si cambia, si ritorna in Conferenza e si ridiscute. E questo oggi non è avvenuto".

Nel merito aggiunge: "Quando il Consiglio dei ministri scrive 60 e poi scrive 70, ha finito i suoi problemi, ma quel 'numerino' si ribalta nella vita delle persone. Quello che si decide a Roma ha effetti sulla vita reale e colpisce il cittadino. Un 10% in più cambia molto. Perché la frequenza nelle superiori incide enormemente sul trasporto pubblico. Se hai un trasporto ridotto al 50%, non si può fare una scuola aperta al 100%. Cambiare questo 'numerino' - precisa Cirio - è un cambio sostanziale, oltre essere un problema di metodo".