Dl crescita, Fi: anticipo spese ecobonus fa morire Pmi

Pol/Bac

Roma, 30 lug. (askanews) - Il settore delle piccole e medie imprese rischia di chiudere i battenti a causa dell'articolo 10 del decreto Crescita che prevede l'anticipo di onerose spese per interventi di ristrutturazione di efficienza energetica di prevenzione anti sismica. E' la denuncia arrivata oggi dalla senatrice di Forza Italia, Roberta Toffanin, nel corso di una conferenza stampa organizzata a palazzo Madama.

"Fi - ha spiegato - chiede al governo di modificare l'articolo 10 del decreto Crescita che penalizza fortemente le piccole e medie imprese a cui chiede di fare sostanzialmente da banche. Le Pmi non possono anticipare gli incentivi relativi all'ecobonus e all'antisismica perché - ha spiegato la parlamentare azzurra - non avrebbero la capacità per poter sostenere i costi quotidiani".

"Secondo l'articolo 10 del dl Crescita, l'impresa potrà recuperare nei successivi cinque anni gli importi corrispondenti in termini di detrazione di imposta in compensazione. Come si può pensare - ha aggiunto Toffanin - che un'impresa possa aspettare 5 anni per poter recuperare totalmente il 50% dei suoi ricavi? E come si può pensare che soprattutto una piccola e media impresa possa invece affrontare subito tutte le spese che deve sostenere per i fornitori, il personale o per i costi aziendali. Altro che detassazione, altro che sburocratizzazione, se il governo non copre questo vulnus decreta la morte per l'intero settore. E' lo Stato a dover erogare gli incentivi e non farsi bello sulle spalle di chi lavora".

"Questo articolo - ha aggiunto il vicepresidente dei senatori Fi, Lucio Malan - è passato quasi in sordina ma invece rappresenta un danno per una categoria preziosa del nostro sistema economico". Per il senatore azzurro Adriano Paroli "questo dispositivo non può funzionare e rischia di fare fuori una serie di realtà economiche significative soprattutto per i territori" mentre secondo la senatrice Fiammetta Modena "costringe le imprese a far un anticipo di cassa". "Questo provvedimento - ha aggiunto il senatore di Fi, Emilio Floris - avvantaggerà i grandi colossi produttori energia" mentre per la senatrice azzurra Alessandra Gallone "è evidente che il governo si accanisce contro le imprese".