Dl Cura Italia, sindacati a Catalfo: chiarire su sospensione Durc

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Roma, 6 apr. (askanews) - Cgil, Cisl e Uil chiedono al ministro del lavoro Nunzia Catalfo chiarimenti sulle procedure di sospensione del Durc contenute in un messaggio interpretativo dell'Inps al decreto Cura Italia. "Dobbiamo impedire - dicono i segretari confederali Giuseppe Massafra, Andrea Cuccello e Tiziana Bocchi - che all'attuale crisi sanitaria faccia seguito un'altrettanta grave crisi economica".

Il Paese "deve far ripartire l'insieme delle attività produttive, facendo leva sui principi di trasparenza e legalità, invalicabili anche in un contesto di emergenza. Per questo, abbiamo chiesto al ministro del lavoro e al presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, chiarimenti su un messaggio dell'istituto interpretativo del decreto Cura Italia in riferimento alle procedure di sospensione del Durc".

Mentre l'articolo 103 del decreto legge "prevede che - spiegano i tre dirigenti sindacali - tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020, non si comprende per quale ragione con questa circolare l'Inps abbia scelto di retrodatare la verifica della regolarità contributiva di 120 giorni dal 31 gennaio 2020".

In alcuni settori come l'edilizia e i servizi "significherebbe - avvertono Massafra, Cuccello e Bocchi - rimettere in bonis una serie di imprese la cui irregolarità dipende da aspetti che afferiscono al salario dei lavoratori e alla sicurezza, in evidente contrasto con la ratio delle stesso decreto Cura Italia".