Dl dignità, Girotto (M5S): Confindustria non è contraria

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Roma, 12 lug. (askanews) - Il decreto dignità è il primo provvedimento con cui andiamo a intaccare questa enorme materia del lavoro: la ratio è favorire le assunzioni stabili e contrastare il precariato".

Ad affermarlo in una intervista al quotidiano online Formiche.net è Gianni Girotto, presidente della commissione Industria del Senato ed esponente del Movimento 5 Stelle.

"Ho incontrato Confindustria che ha confermato il buon senso del provvedimento. Sulle delocalizzazioni - spiega - gli imprenditori onesti sono tutelati e si combatte quelli disonesti". Sul tema del gioco d'azzardo, Girotto ha sottolineato che "solo l'anno scorso sono stati spesi, vado a memoria e non vorrei sbagliarmi, 102 miliardi dai cittadini nel gioco d'azzardo e su questi 102 miliardi lo Stato ha incassato 9 miliardi". "Sono soldi - prosegue il senatore pentastellato - che vengono tolti all'economia reale e questo non credo sia possibile confutarlo".

Infatti, precisa, "Confindustria non ha centrato i suoi appunti su questo". Secondo il presidente della commissione Industria del Senato occorre investire nello sviluppo sostenibile.

"Secondo gli studi internazionali, possiamo creare mezzo milione di posti di lavoro nel settore delle energie rinnovabili e questo è un conteggio che tiene conto già della perdita dei posti di lavoro nel fossile. Abbiamo - aggiunge - un altro mezzo milione, e ci teniamo bassi nelle stime, sul tema delle ristrutturazioni edili". Inoltre, è necessario puntare sullo sfruttamento del "patrimonio boschivo che utilizziamo al 20% come ricrescita annua complessiva del patrimonio, mentre il resto di Europa lo usa al 60%".

"L'Italia è all'avanguardia nel passaggio dalla petrolchimica alla chimica verde - sottolinea Girotto parlando di economia circolare -, ma possiamo fare di più". "Abbiamo perso 100 mila posti di lavoro negli ultimi 10 anni sull'abbigliamento, che è la seconda filiera più inquinante al mondo", si deve quindi "incentivare la filiera pulita perché abbiamo tutte le tecnologie, penso ad esempio alla filiera di Prato molto avanti nella produzione di filati e di tessuti senza l'utilizzo di quelle famose 400 sostanze tossiche che attualmente vengono impiegate altrove". Sulla petrolchimica ha poi aggiunto che "la tecnologia è già pronta, abbiamo delle punte di diamante in Italia e si tratta di ampliarle. Ho avuto un recentissimo colloquio con Eni che ha capito perfettamente che le rinnovabili sono il futuro e così la chimica verde".

Girotto indica poi i prossimi passi della commissione industria del Senato da lui presieduta, ossia "l'urgenza nel settore energetico e nel settore rinnovabili, che stanno aspettando il decreto Fer da molto tempo". "Agiremo su questo per dare certezze agli operatori delle fonti rinnovabili - conclude - e poi la tutela del Made in Italy".