Dl energia, le nuove misure del Governo italiano per contrastare la crisi

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Energia, il Governo sta esaminando un nuovo decreto che prevede la riattivazione di 4 centrali a carbone e il taglio di 3 miliardi di metri cubi di gas.

Energia, Governo su nuovo decreto: taglio di 3 mld metri cubi gas e riattivazione di 4 centrali a carbone

Per affrontare la situazione emergenziale scaturita dal conflitto russo-ucraino e legata al mercato energetico, il Governo italiano sta lavorando con assiduità al fine di trovare una soluzione e rendersi indipendente dalle forniture russe. In questo contesto, l’Italia ha deciso di aumentare la produzione a carbone per incrementare l’energia disponibile nel Paese. Pertanto, sono tornate a regime le quattro centrali a carbone di Civitavecchia, Brindisi, Monfalcone e Fusina.

Ricorrendo alla produzione a carbone, per circa due anni, sarà possibile tagliare 3 miliardi di metri cubi di gas: è quanto teorizzato dalla recente misura al vaglio dall’esecutivo.

Il Governo, infatti, sta esaminando un nuovo decreto energia che verrà sottoposto all’attenzione del Consiglio dei ministri probabilmente nel pomeriggio di giovedì 28 aprile o, al più tardi, nella mattinata di venerdì 29.

In considerazione di quanto riferito da fonti governative, il testo dovrebbe includere una misura che punta alla riattivazione delle centrali a carbone al fine di accelerare il percorso verso l’autosufficienza energetica dell’Italia e l’indipendenza da Mosca.

Sburocratizzazione delle rinnovabili e taglio di 30 centesimi per metano per autotrazione

In questa ottica, del resto, si inserisce l’informativa alle Camere del Presidente del Consiglio Mario Draghi, datata 25 febbraio 2022. Nell’informativa, il premier aveva già accennato alla possibilità di ricorrere nuovamente alla produzione a carbone per sganciare il Paese dalla Russia.

Nel decreto esaminato dall’esecutivo, inoltre, fonti governative hanno rivelato che saranno incluse anche norme “per una forte sburocratizzazione delle rinnovabili”. Intanto, l’Italia resta ferma allo stato di pre-allarme proclamato lo scorso 27 febbraio per quanto riguarda le forniture energetiche.

A proposito del decreto di prossima emanazione, poi, è previsto anche il taglio di circa 30 centesimi del prezzo di vendita del metano per autotrazione per il consumatore finale. In considerazione delle informazioni sinora diffuse, l’intervento coinvolgerà non solo l’Iva ma anche le accise e la sua durata andrà di pari passo all’estensione già entrata in vigore su benzina, gasolio e Gpl.

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