Dl ristoro: verso Cdm domani, tecnici ancora a lavoro su cifre

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Roma, 26 ott. (askanews) - Il Consiglio dei ministri che deve varare il decreto legge per fronteggiare le conseguenze economiche dovute al parziale lockdown stabilito dall'ultimo Dpcm, dovrebbe tenersi, secondo quanto riferiscono fonti, non prima di domani. Il provvedimento urgente punta ad arginare, in particolare, le difficoltà dei settori coinvolti nelle ultime restrizioni in vigore dalla mezzanotte. "Noi abbiamo lavorato sabato e domenica e lavoreremo ancora oggi. L'obiettivo è di andare in Gazzetta domani con il decreto con le misure a sostegno delle categorie interessate. Stimiamo un aiuto per 350mila imprese nel settore della ristorazione, dei bar, spettacolo e sport", ha detto il viceministro all'economia, Antonio Misiani, intervistato da Rtl, dopo quanto annunciato ieri dal premier Giuseppe Conte sui ristori automatici che arriveranno "direttamente sul conto corrente", la cancellazione della seconda rata Imu, l'indennità di un mese per i lavoratori stagionali del turismo, dello spettacolo, dello sport, che Misiani ha affermato dovrebbe essere "tra gli 800 e i mille euro". Per quanto riguarda la Cassa integrazione, il governo sta ancora valutando "nell'ambito del prolungamento delle ulteriori 18 settimane che avevamo deciso, che tranche riconoscere immediatamente ma sarà comunque significativa in particolare per i lavoratori" delle imprese colpite dai nuovi lockdown, ha aggiunto il viceministro. Misiani ha poi spiegato come cambierà il meccanismo dei ristori con "contributi più generosi rispetto a quelli dei mesi scorsi per le imprese completamente bloccate" e con una "differenziazione tra chi può tenere aperto fino alle 18 e chi invece deve bloccare la propria attività H24. Stiamo pensando di ampliare la platea, sforando il limite di 5 milioni di fatturato, quindi anche alle imprese maggiori". Sarà poi previsto il credito d'imposta sugli affitti per due mensilità che potrà essere ceduto al proprietario o usato in compensazione e verrà assicurata una nuova mensilità per il reddito di emergenza alle fasce più deboli della popolazione. Ancora non si conoscono le cifre su cui stanno lavorando i tecnici di Palazzo Chigi e dei ministeri e un confronto è in corso nella maggioranza.