Draghi-sindacati, trattativa serrata sui subappalti

The exit from Palazzo Chigi of the national trade union secretaries after the meeting with Prime Minister Mario Draghi on the Recovery and the new decree for business support. In photo: CGIL general secretary Maurizio Landini  on April 20, 2021 in Rome, Italy (Photo by Andrea Ronchini/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)
The exit from Palazzo Chigi of the national trade union secretaries after the meeting with Prime Minister Mario Draghi on the Recovery and the new decree for business support. In photo: CGIL general secretary Maurizio Landini on April 20, 2021 in Rome, Italy (Photo by Andrea Ronchini/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)

La parola ora passa ai tecnici, che lavoreranno fino all’ultimo minuto utile per portare domani in Consiglio dei ministri il nuovo decreto Semplificazioni, che conterrà la governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza e anche la riforma del codice degli appalti, punto particolarmente divisivo. Il premier Mario Draghi ha evitato strappi, consapevole che ci sia un problema di tenuta sociale con i sindacati pronti allo sciopero e una maggioranza spaccata al proprio interno. Per non parlare dei partiti stessi.

Nella prima di riunione di questa mattina, quella della cabina di regia con buona parte dei ministri presenti, sono stati affrontati i temi controversi di appalti e subappalti ed è stato deciso di cancellare la reintroduzione del criterio del massimo ribasso, chiesto con forza da Leu, prima di tutti, da una parte del Pd e dai sindacati. Gli stessi partiti, per bocca del ministro del Lavoro Orlando e del capo delegazione di Leu Speranza, hanno anche chiesto a Draghi un confronto con le parti sociali sulla questione dei subappalti. Una richiesta accolta dal premier, che ha convocato i sindacati a Palazzo Chigi nel pomeriggio per sedare la rivolta.

Gesto molto apprezzato poiché ai sindacati, come chiesto più volte dal numero uno della Cgil Maurizio Landini, è stato riconosciuto un ruolo da interlocutori. “Mi sono stancato di dover discutere di cose così importanti per telefono o per tv, questo metodo non funziona”, diceva il sindacalista poco prima che arrivasse la convocazione: “Noi siamo pronti a fare la nostra parte ma dobbiamo essere coinvolti, o lo capiscono o non possono chiedere sempre noi di essere responsabili quando non ci è riconosciuto il nostro ruolo”. Poi l’incontro è stato fissato e il clima si è disteso.

“È stato tolto qualsiasi riferimento al massimo ribasso - ha detto il leader della Cgil al termine dell’incontro - e questo ...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.