Dl sisma, Ceriscioli: notizie negative. Intervenire nella sostanza

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Roma, 27 nov. (askanews) - Il presidente della Regione Marche, in vista questa mattina all'Usr (Ufficio speciale ricostruzione) di Ascoli e poi in conferenza stampa per affrontare il tema degli investimenti della Regione Marche, ha affrontato, a margine degli incontri, il tema del decreto sisma.

"I contratti per il personale del sisma non sono stati rinnovati e il Parlamento - ha affermato a margine della visita - ha iniziato a discutere l'ennesimo decreto sul sisma. Purtroppo le notizie sono molto negative. Qual è il tema vero degli investimenti in generale in Italia? I fondi previsti sono tanti, i fondi spesi molti di meno. Perché, per spendere per un'opera pubblica, servono 16 passaggi, per un'opera pubblica legata al sisma 22: si aggiungono 6 passaggi che un'opera ordinaria non ha. Il decreto per noi resta, finché non hanno finito di votarlo, una grande occasione, perché è l'unico strumento che ci permette di sbloccare la ricostruzione. Il discorso è uno: sono gli aspetti normativi che guidano la ricostruzione, che possono andare a velocità diverse. Se non cambia nulla si va con la velocità di oggi. Sulla ricostruzione pubblica non c'è una riga di miglioramento. Sulla privata c'era il tema dell'autocertificazione, ovvero ci si prende la responsabilità per la pratica che si presenta, eliminando diversi passaggi. L'autocertificazione su base volontaria dei Comuni colpiti dal sisma non viene utilizzata. Credo e chiedo fino all'ultimo di semplificare le norme. Se non troviamo il coraggio di semplificare le norme, con di fronte a noi 40.000 sfollati, quando lo troveremo? Ho visto che finalmente hanno chiamato a confronto i tecnici della ricostruzione, ma sono stati inascoltati. Una proposta migliore di questa non c'è. Quindi il problema non è l'assenza sui banchi di lunedì, che avviene tutti i giorni dell'anno. Il problema è oggi. I parlamentari marchigiani devono cogliere il fatto che questo strumento deve diventare qualcosa di diverso da quello che sta per essere approvato. Se non succederà, sarà un disastro, per i marchigiani, gli umbri, i laziali, gli abruzzesi".(Segue)