Dna femminile sulla camicia di Nada Cella

Nada Cella
Nada Cella

Sulla camicia di Nada Cella è stato trovato dna femminile. Il cerchio di indagini sull’omicidio irrisolto di via Marsala inizia a stringersi sempre di più, mentre le indagini vanno avanti.

Omicidio Nada Cella, trovato dna femminile sulla camicia della donna

La Procura di Genova continua a cercare l’assassino di Nada Cella. Le indagini puntano verso una direzione, quella che riguarda una donna di carnagione chiara. Questo è quanto accertato dal genetista Emiliano Giardina, incaricato dal pm Gabriella Dotto di analizzare i reperti rimasti sulla scena del delitto il 6 maggio 1996. Sono state rinvenute delle macchie di sangue sulla camicia della vittima 25enne, sulla sedia di una scrivania dello studio del commercialista Marco Soracco, in via Marsala, a Chiavari, e nell’ascensore. Quei reperti non sono di Nada Cella. Inizialmente erano stati attribuiti a due soggetti diversi, uno maschile e uno femminile. Dopo 26 anni il genetista sarebbe arrivato alla conclusione che sicuramente il dna è di una donna.

Il pm, il procuratore capo Francesco Pinto e gli investigatori della Squadra Mobile, diretti dal primo dirigente Stefano Signoretti, hanno sentito e risentito i testimoni. Hanno trovato nuovi elementi, soprattutto sul rapporto tra Annalucia Cecere e Marco Soracco. I due erano stati indagati, ma le loro posizioni erano state archiviate. Oggi il commercialista, insieme alla madre Marisa Bucchioni, è indagato per false informazioni al pubblico ministero. La polizia aveva diffuso alcune telefonate in cui testimoni raccontavano di aver visto una donna sporca di sangue in via Marsala. Tutto è stato possibile grazie al lavoro della criminologa Antonella Pesce Delfino, che ha letto tutti i vecchi fascicoli con Silvana Smaniotto, mamma di Nada, e l’avvocata Sabrina Franzone.

L’analisi del Dna sulla camicia di Nada Cella

Il primo tentativo di accusa verso l’unica indagata è andato a vuoto e l’attenzione è stata puntata sullo scooter sequestrato a Cecere, ma le ricerche hanno dato esito negativo. La polizia scientifica ha escluso che sul mezzo vi siano tracce della vittima. Il motorino non era stato analizzato subito dopo il delitto, nonostante i carabinieri fossero stati autorizzati dalla Procura a svolgere la perquisizione in casa, negli automezzi e in altri luoghi. Ora l’attenzione è puntata sul dna. Alla Cecere era già stato prelevato e avrebbe due punti di “contatto” con quello analizzato sui reperti, ovvero il fatto di essere uan donna e di avere la carnagione chiare. Il dna potrebbe, però, essere di tutte le donne con la pelle chiara che il 6 maggio 1996 sono state nello studio del commercialista.