Dobbiamo avere paura dei "cacciatori di vaccini"?

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Vaccine hunters
Vaccine hunters

La pandemia causata dal coronavirus continua a mietere vittime in ogni mazione: in questo contesto, negli Stati Uniti d’America, i decessi provocati dal SARS-CoV-2 stanno per raggiungere mezzo milione di vittime. Intanto, i contagi continuano a crescere quotidianamente di migliaia di unità e potrebbero aumentare ulteriormente qualora la variante inglese dovesse imporsi su territorio statunitense e agire da protagonista incontrastata nell’ambito della diffusione del virus.

USA, la minaccia della variante inglese

La variante inglese rappresenta un pericolo reale e pressante per gli Stati Uniti d’America e la sua circolazione entro i territori americani potrebbe devastare la popolazione, già provata dagli ultimi mesi vissuti in piena emergenza sanitaria.

A proposito della mutazione britannica, si è espresso Michel Osterholm, consulente scientifico designato dal presidente Joe Biden e direttore del centro per la ricerca e la politica sulle malattie infettive dell’Università del Minnesota. Olsterhom ha allertato i cittadini affinché si preparino a vivere l’arrivo di un «uragano» poiché, secondo lo scienziato, «un’impennata di contagi causati dalla variante inglese si verificherà probabilmente nelle prossime 6-14 settimane».

Il fenomeno dei cacciatori di vaccini

Gli Stati Uniti, quindi, si stanno organizzando per fronteggiare una nuova «impennata di contagi» mentre, al contempo, il governo prosegue nella promozione e nella gestione della campagna vaccinale, seppur a rilento rispetto ai tempi previsti.

Nell’ambito della campagna vaccinale, inoltre, in varie zone del Paese, stanno emergendo personaggi che i media statunitensi hanno battezzato ‘vaccine hunters’ ossia ‘cacciatori di vaccini’.

I cacciatori di vaccini sono principalmente ragazzi e ragazze che desiderano ardentemente poter ricominciare a condurre una vita normale. Per questo motivo, rovistano tra i rifiuti speciali smaltiti dalle strutture ospedaliere e dalle aziende farmaceutiche nella speranza di trovare scarti di vaccino contro il Covid.

La storia di Isabela Medina

Il fenomeno dei cacciatori di vaccini è stato analizzato dalla CNN che ha realizzato un servizio nel quale fa raccontato la storia della 25enne Isabela Medina. La giovane donna lavorava nel settore dell’industria cinematografica ma ha perso il lavoro a causa della pandemia e, questo motivo, ha dovuto ricominciare a vivere con i genitori. Isabela Medina, da giorni, trascorre ore in fila in prossimità dell’ingresso di una farmacia nel tentativo di riuscire a ricevere scarti di siero dal personale impiegato.

La storia di Isabela Medina è anche la storia di altre migliaia di cittadini americani che vivono le proprie giornate da cacciatori di vaccini al fine di racimolare una quantità sufficiente di medicinale da autosomministrarsi per poi ripetere la stessa procedura in occasione del richiamo da effettuare dopo 21 giorni dall’inoculazione della prima dose di farmaco.

A proposito del fenomeno, alcuni intervistati dalla CNN hanno dichiarato: «Meglio usare gli avanzi che sprecarli».

Spesso, i ‘vaccine hunters’ vengono accusati di aver aggirato il sistema ma, a queste accuse, gli interessati ribattono sostenendo che le dosi recuperate non sono state sottratte agli aventi diritto in quanto destinate ad essere smaltite come rifiuti.