Doccia gelata per Bruxelles

Angela Mauro

Il sollievo per l’accordo fatto è durato 48 ore. La foto dei leader europei, dal negoziatore Barnier al presidente della Commissione Juncker, contenti di poter annunciare in conferenza stampa a Bruxelles l’intesa su Brexit, sembra ormai una vecchia istantanea. Era solo giovedì scorso. Tutto superato dalla doccia gelata arrivata oggi da Westminster. A sorpresa, la Camera dei Comuni rinvia il voto sull’accordo trovato e intanto - con 16 voti di scarto: 322 sì, 306 no - approva l’emendamento Letwin che obbliga Johnson a chiedere un rinvio della Brexit al 31 gennaio 2020, entro oggi. Di fatto è un modo per escludere il rischio no deal, ancora una volta. I leader europei prendono atto e prendono tempo, sempre più incerti di come trattare una materia ingovernabile e preoccupati. Una nuova proroga, che in qualche modo verrebbe accolta se giustificata da Londra, potrebbe riaprire la frattura tra Germania e Francia: Angela Merkel possibilista, Emmanuel Macron disposto anche al no deal.

“Sta a Londra dirci i prossimi passi”, fanno sapere dalla Commissione europea. La palla continua a rimbalzare tra Londra e Bruxelles in una saga infinita, dopo tre anni di negoziati, stop and go, nottate di trattative, tensioni, caos e intese poi subito evaporate. Prima di accordare il rinvio chiesto da Westminster, a Bruxelles vogliono vedere che fine farà l’accordo raggiunto giovedì scorso, se davvero verrà approvato dai Comuni entro la scadenza del 31 ottobre, come assicura il premier britannico. Intanto a sera arriva la lettera di Johnson: il primo ministro chiede all’Ue di accordare il rinvio deciso dal Parlamento, aggiungendo che però nei primi giorni della prossima settimana l’accordo su Brexit passerà il test di Westminster e tutto sarà risolto. Ecco la lettera:

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La lettera di Johnson all'Ue
La lettera di Johnson all'Ue

Da Bruxelles aspettano di capire come evolverà a Londra. Se l’accordo passerà, sarà fatta davvero e bisognerà ‘solo’ cominciare i negoziati per i...

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