Dogane, a Como intercettata valuta per oltre undici milioni

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Roma, 26 ott. (askanews) - Ammonta ad oltre undici milioni di euro la valuta contante non dichiarata intercettata dalla Guardia di Finanza di Como, in collaborazione con l'Ufficio delle Dogane di Como, ai valichi di confine nel primo semestre del 2019. La moltitudine di controlli in materia di circolazione transfrontaliera di valuta vanno a delinear e un contesto estremamente variegato di soggetti che, ogni giorno, transitano attraverso il confine italo elvetico.

Circa 400 i soggetti fermati dai finanzieri del Gruppo di Ponte Chiasso mentre tentavano di superare i confini doganali con al seguito denar o contante, dei quali oltre 200 con valuta oltre la soglia consentita di euro 10.000; l e contestazioni sono avvenute sia a carico di cittadini italiani che stranieri, originari per la maggior parte della Svizzera e dell'Unione Europea ma anche di provenienza orientale (Cina in particolare), Medio Oriente e Nord America.

Variegati gli stratagemmi usati per occultare il denaro contante: nei vani dell'abitacolo e sotto i sedili delle auto, all'interno dei bagagli o riposti negli indumenti intimi e nelle scarpe. In questi casi, fondamentale per la riuscita degli interventi, si è rivelata la presenza ed il fiuto del "cash dog" Derek, il pastore tedesco delle Fiamme Gialle, addestrato a riconoscere l'odore delle banconote anche a distanza.

L'attività posta in essere nel corso dell'anno, che conferma il trend rilevato nel 2018, ha portato ad irrogare sanzioni amministrative per circa 90.000 euro, direttamente incassate dall'Erario, ai sensi del D. Lgs. nr. 195/2008 che prevede l'istituto dell'oblazione immediata nella misura del 5% dell'eccedenza della soglia consentita per importi che vanno dai 10.000 ai 20.000a euro e del 15% dai 20.000 ai 50.000 euro.

La contestazione degli illeciti amministrativi valutari si colloca in un più ampio dispositivo di prevenzione e repressione delle violazioni in materia di movimentazione transfrontaliera di valuta e titoli di credito che si integra alla perfezione con i compiti istituzionali della Guardia di Finanza; infatti, in questi casi, come accennato, vengono avviate le inda gini per verificare la provenienza lecita delle somme e, soprattutto, che non siano frutto anche di evasione fiscale.