Dolci: mani 'ndrangheta su smaltimento illecito rifiuti in Lombardia

Gci

Roma, 9 giu. (askanews) - Allarme anche in Lombardia per il fenomeno dello smaltimento illecito di rifiuti in mano a soggetti riconducibili alla 'ndrangheta. A lanciarlo oggi il procuratore aggiunto presso il tribunale di Milano Alessandra Dolci, audita presso la Commissione Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attivit illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati (Commissione Ecomafie) insieme ai rappresentanti di Cisambiente Confindustria: il direttore generale Lucia Leonessi e il vicepresidente Gregory Bongiorno. Una audizione che servita a fare il punto sugli incendi negli impianti di trattamento e smaltimento rifiuti e sulle attivit investigative relative a traffici transfrontalieri di rifiuti e gestione dei rifiuti collegata all'emergenza COVID-19. Il procuratore Dolci ha spiegato in Commissione che il fenomeno in Lombardia stato osservato soprattutto negli anni 2017 e 2018, per un totale di circa 50 casi, "non tutti di origine dolosa". Tra gli episodi di maggiore rilevanza, sia per le dimensioni che per l'ampiezza degli approfondimenti investigativi, l'incendio di via Chiasserini a Milano e quello di Corteolona, in provincia di Pavia. Dalle attivit di indagine, stato riferito nel corso dell'audizione, emersa la presenza nel settore dello smaltimento illecito di rifiuti anche in Lombardia di soggetti calabresi contigui alla 'ndrangheta. Il modus operandi emerso dagli approfondimenti investigativi prevedeva, secondo quanto riferito, lo smaltimento illecito in Calabria di rifiuti campani, solo formalmente inviati a smaltimento in Lombardia. Sempre il magistrato ha inoltre ricordato il sequestro, a dicembre 2019 a Lecco, di 17 vagoni ferroviari carichi di rifiuti diretti in Bulgaria, confermando che i contenitori sequestrati contenevano scarti da trattamento di rifiuti, dichiarati falsamente plastica e gomma da avviare a riciclo. Un traffico che sarebbe proseguito mentre in precedenza si erano gi registrati dei respingimenti presso le frontiere. Indagini sono tuttora in corso e coinvolgono alcune Direzioni distrettuali antimafia italiane, tra cui quella di Milano, e le autorit bulgare.(Segue)