Domani si riapre, ma non si è tutti liberi: ecco cosa è permesso e cosa no

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(AP Photo/Luca Bruno)
(AP Photo/Luca Bruno)

I baristi sono già sul piede di guerra perché non si potrà consumare il caffè al bar. Ma non è l'unico limite previsto dal decreto che ha disposto le riaperture a partire da lunedì 26 aprile. Ecco, punto per punto, che cosa è possibile fare e che cosa, invece, no.

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Bar e ristoranti sono aperti a pranzo e a cena, ma si potrà consumare al tavolo solo all’aperto. Resta permessa la vendita da asporto, ma solo fino alle 18. Dal primo giugno via libera alle consumazioni anche al chiuso, ma solo a pranzo e dalle 5 del mattino fino alle 18. I bar potranno rimanere aperti fino alle 22, per il servizio all’aperto e con i clienti seduti al tavolo. La ristorazione negli alberghi è permessa per i soli clienti che vi alloggiano.

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Negozi aperti nelle regioni gialle e arancioni, ma i centri commerciali restano chiusi nei giorni festivi e prefestivi (anche sabato e la domenica). Nelle regioni rosse sono aperti i negozi che vendono beni di prima necessità.

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Spostamenti liberi tra le regioni arancioni e rosse per lavoro, salute e urgenza. Ma bisogna avere sempre dietro l'autocertificazione. Sono consentiti anche gli spostamenti per turismo, ma in questo caso è necessario il "pass verde" che attesta che si è stati vaccinati, di essere guariti dal virus o di aver fatto un tampone con risultato negativo nelle precedenti 48 ore. La certificazione di vaccinazione e quella di guarigione hanno validità sei mesi, scaduti i quali ci si dovrà comunque sottoporre al tampone. 

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Resta in vigore il coprifuoco tra le 22 e le 5 del mattino. In questa fascia oraria si può uscire solo per ragioni di lavoro, salute ed emergenza, ma è sempre necessario avere con sé l’ autocertificazione.

Il rientro a casa è sempre consentito, ed è anche possibile andare nelle seconde case. Nelle zone bianche, gialle e arancioni si possono raggiungere le abitazioni di vacanza anche con amici e parenti, ma in numero massimo di quattro persone, oltre ai minori.

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Dal 26 aprile al 15 giugno nelle zone gialle e arancioni ci si potrà recare a fare visita a parenti e amici «in una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno». Nelle zone arancioni questo è consentito solo all'interno del proprio comune. Ci si può spostare in massimo quattro persone più minori di 18 anni. Per le zone rosse questa deroga non è prevista.

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Aumentano le lezioni in presenza alle scuole superiori. Nelle zone rosse deve essere garantito «almeno il 50% e fino a un massimo del 75% della popolazione studentesca e nelle zone gialla e arancione almeno il 70% e fino al 100%».

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Riaprono cinema, teatri e sale da concerto, ma solo con posti a sedere pre-assegnati e nel rispetto della distanza di un metro. La capienza non può superare il 50% di quella massima autorizzata, il numero massimo di spettatori è di 1.000 all’aperto e 500 al coperto. 

Si potrà partecipare agli eventi sportivi, ma per palazzetti e stadi valgono le stesse regole dei luoghi di spettacolo. La capienza massima di stadi o palazzetti è, però, del 25%. In zona gialla le regole possono variare «nel rispetto dei principi fissati dal Cts». Le discoteche restano chiuse.

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Piscine e palestre restano chiuse. In zona gialla, le piscine all'aperto riaprono dal 15 maggio e le palestre dal primo giugno. Resta valida, dal 26 aprile, la possibilità di svolgere all’aperto «qualsiasi attività sportiva anche di squadra e di contatto».

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