Domani via al voto per Quirinale, probabile fumata nera

·6 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 23 gen. (askanews) - Manca ancora un accordo tra i partiti, ma tutto è pronto, domani, per la prima votazione per il presidente della Repubblica che, probabilmente, terminerà con una fumata nera.

I cosiddetti 'grandi elettori' sono 1.009 (630 deputati, 315 senatori, 6 senatori a vita e 58 delegati regionali). Nelle prime tre votazioni sarà necessaria la maggioranza di due terzi, pari a 672 grandi elettori. Dal quarto scrutinio per essere eletto basterà la maggioranza semplice di 505 voti. L'elezione del presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto.

Può essere eletto presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto 50 anni e goda dei diritti civili e politici. L'ufficio di presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica. Il presidente della Repubblica è eletto per sette anni. Come la Costituzione detta agli articoli 83,84,85. Nel caso della elezione di quest'anno, poichè Mattarella ha giurato ed è entrato in carica il 3 febbraio 2015, il suo settennato scade il 3 febbraio.

La Costituzione affida al capo dello Stato la rappresentanza dell'unità del Paese. Sono espressamente previste una ventina di funzioni presidenziali: sciogliere le Camere (o una di esse), sciogliere i Consigli regionali, nominare il premier e su sua proposta i ministri, promulgare le leggi, dichiarare lo stato di guerra deliberato dalle Camere, accreditare e ricevere i diplomatici, ratificare i trattati internazionali previa autorizzazione delle Camere; nominare fino a 5 senatori a vita, inviare messaggi alle Camere, convocarle in via straordinaria, indire le elezioni e fissare la prima riunione delle nuove Camere, autorizzare la presentazione in Parlamento dei disegni di legge governativi, rinviare alle Camere con messaggio motivato le leggi non promulgate e chiederne una nuova deliberazione (potere non più esercitabile se le Camere approvano nuovamente), emanare i decreti legge e i decreti legislativi adottati dal governo, indire i referendum e dichiarare l'eventuale abrogazione delle norme, accogliere il giuramento del governo e le eventuali dimissioni, presiedere il Consiglio supremo di difesa e detenere il comando delle Forze armate, presiedere il Consiglio superiore della Magistratura, nominare un terzo dei componenti della Corte costituzionale, concedere la grazia e commutare le pene, conferire le onorificenze della Repubblica.

La particolarità in questa 13esima elezione è l'incognita Covid. Coi contagi in crescita e la variante Omicron sempre più diffusa c'è preoccupazione su come influirà la pandemia sull'elezione dell'inquilino del Quirinale, quando i 1.009 grandi elettori dovranno venire a Roma per votare il nuovo capo dello Stato. I questori di Montecitorio hanno già varato alcune regole: green pass base per l'ingresso e super green pass per servizi di ristorazione e bar.

Per consentire le sanificazione e già stata prevista una sola votazione al giorno, anziché le due tradizionali, gli ingressi saranno scaglionati: 50 per volta, con al massimo 200 grandi elettori in Aula. Nel cortile di Montecitorio è stata allestita una tendostruttura per estendere lo spazio del Transatlantico e dare modo agli elettori e alla stampa di non assembrarsi all'interno.

Modalità specifiche anche per il giuramento del nuovo capo dello Stato: potranno partecipare tutti i grandi elettori, deputati e senatori in Aula e delegati regionali in tribuna, ma solo per 40-45 minuti, il tempo di ascoltare il discorso e previo tampone all'ingresso.

Sarà consentito di votare anche ai 'grandi elettori' che sono positivi al Covid o in isolamento per un contatto stretto con un positivo. La volontà è stata espressa unanimemente in conferenza dei capigruppo per garantire che tutti possano esprimere il loro voto. Se fossero decine i parlamentari in isolamento impossibilitati a recarsi a votare questo potrebbe alterare significativamente l'elezione. Potrebbe essere più difficile raggiungere le maggioranze necessarie, soprattutto in assenza di un accordo largo tra i partiti, con la conseguenza che le votazioni, per di più ridotte da due a una al giorno, potrebbero protrarsi per molti giorni, addirittura per settimane.

La Camera ha quindi provveduto ad allestire una sorta di 'drive in' nel parcheggio di Montecitorio, dove i positivi potranno recarsi in auto ed esprimere il loro voto. Non è escluso che possano anche scendere dall'auto e recarsi nel seggio 'mobile' creato sotto alcuni tendoni nella stessa area. A vigilare sulle procedure ci saranno anche segretari d'Aula e funzionari. Il tutto è stato possibile grazie a un decreto varato dal governo che consenta ai positivi di spostarsi dalla propria residenza e recarsi nella Capitale ma con dei limiti ben precisi, ossia: lo spostamento è consentito solo per raggiungere il Parlamento e poi fare ritorno nella dimora in cui continueranno a stare in quarantena, non potranno avere contatti se non con le persone che si occupano delle procedure elettorali, per dormire e mangiare dovranno recarsi esclusivamente nei luoghi indicati per la quarantena, inoltre avranno il divieto di utilizzo dei mezzi pubblici, divieto di sosta in luoghi pubblici e obbligo di utilizzo costante, all'aperto e al chiuso, delle mascherine di tipo Ffp2.

Nella storia dei 12 presidenti della Repubblica l'elezione più lunga è stata quella di Leone, che richiese 23 votazioni, oltre due settimane. Solo De Nicola (capo provvisorio dello Stato eletto nel 1946 dall'Assemblea Costituente), Cossiga e Ciampi sono stati eletti ai primi scrutini. Altri hanno superato i due terzi dei voti, ma dal quarto scrutinio in poi: Pertini, che ha ottenuto la più ampia maggioranza 'quirinalizia' (832 voti su 995), fu eletto al sedicesimo scrutinio, dopo ben 15 votazioni andate a vuoto.

Storicamente a giocare una partita rilevante nell'elezione del capo dello Stato sono i famosi 'franchi tiratori', cioè i grandi elettori che nel segreto dell'urna votano contro le indicazioni dei loro partiti. Più volte hanno scombinato i piani (e i patti) dei leader, imponendo loro brusche retromarce. Sono entrati in scena già agli albori della Repubblica, nel 1948, quando dopo le dimissioni del capo provvisorio dello Stato Enrico de Nicola, De Gasperi avrebbe voluto mandare al Quirinale il ministro degli Esteri, conte Carlo Sforza, ma fu stoppato da 196 franchi tiratori (soprattutto, si disse, dc di sinistra e socialdemocratici) che non volevano al vertice dello Stato un liberale. Così De Gasperi fu costretto a 'ripiegare' su Luigi Einaudi.

L'esempio più recente è quello dei famosi 101 che impallinarono Romano Prodi nel 2013, aprendo la strada alla rielezione di Giorgio Napolitano. Oggi con un Parlamento decisamente indebolito da partiti che mal o poco controllano i propri parlamentari - basti pensare a quanti di loro sono usciti dai gruppi con cui erano stati eletti per passare nel Misto - la corsa al Colle non può prescindere dagli umori dei 'peones' che potrebbero trasformarsi in franchi tiratori e temono le eventuali elezioni anticipate, visto che, con la riduzione dei parlamentari da 945 a 600, moltissimi di loro sanno per certo che non torneranno in Parlamento.

Il Gruppo Misto - dove si rifugiano i parlamentari dei piccoli gruppi, i transfughi e gli espulsi - non è mai stato così folto: con 113 parlamentari tra Camera e Senato, è il terzo o quarto gruppo tra i 'grandi elettori', con una quarantina di 'senza partito' che rispondono solo a se stessi.

Lo stesso Ciampi, uno dei tre capi dello Stato, insieme a De Nicola e Cossiga, ad essere stato eletto al primo scrutinio coi due terzi dei voti, subì un centinaio di franchi tiratori, che però non risultarono determinanti. I leader hanno due modi per combattere i franchi tiratori. Uno 'in negativo', cioè far disertare il voto e imporre ai propri parlamentari di uscire dall'aula per evitare che qualcuno di loro voti per un candidato sgradito (come potrebbe decidere di fare il centrosinistra di fronte alla candidatura di Berlusconi). E uno 'in positivo', ossia provando a distinguere il proprio voto sulla scheda con delle tecniche già sperimentate.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli