Domenica il derby di Teheran, stadio resta off limits per le donne

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Non è servito il sacrificio di Sahar Khodayari, la tifosa di 29 anni che si era data fuoco per protestare contro il divieto imposto alle donne in Iran da 40 anni di entrare negli stadi. Anche domenica prossima le iraniane resteranno fuori dai cancelli dello stadio Azadi di Teheran, dove è in programma l'atteso derby della capitale tra l'Esteghlal di Andrea Stramaccioni ed il Persepolis. Lo ha confermato il capo della polizia, Hussein Rahimi, spiegando che il divieto di accesso agli stadi resta in vigore dato che dal ministero dello Sport non è arrivata alcuna nuova disposizione in merito. 

"Per questo motivo consigliamo alle donne di non venire allo stadio", ha dichiarato Rahimi, citato dall'agenzia di stampa 'Dpa'. Ma il suo appello con ogni probabilità è destinato a cadere nel vuoto e saranno in tante le ragazze che tenteranno di varcare i cancelli dell'Azadi, un 'gigante' da 100mila posti che in occasione del derby fa registrare il tutto esaurito.  

Sahar, la 'ragazza blu' come era stata ribattezzata sui social per i colori dell'Esteghlal, la sua squadra del cuore, si era data fuoco a Teheran dopo il rinvio del processo in cui era imputata per aver tentato di entrare in uno stadio travestita da uomo. La ragazza era stata arrestata a marzo e rilasciata dopo tre giorni su cauzione. Per sei mesi aveva aspettato l'inizio del processo, ma una volta in tribunale aveva scoperto che l'udienza era stata rinviata per un'emergenza familiare del giudice. 

Il drammatico epilogo della vicenda di Sahar potrebbe spingere tante tifose domenica a sfidare il divieto delle autorità. In occasione del derby di Teheran dello scorso campionato 35 donne furono arrestate per aver tentato di assistere dal vivo alla partita. In quell'occasione in tribuna c'era anche il presidente della Fifa, Gianni Infantino.