Domenico Gnoli in Fondazione Prada: storia della pittura italiana

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Image from askanews web site
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Milano, 27 ott. (askanews) - Inaugura in Fondazione Prada presenta a Milano la mostra "Domenico Gnoli", esposizione ricchissima che ricostruisce il lavoro dell'artista guardando non solo al periodo più noto della sua produzione, ma abbracciando anche tutto quello che era venuto prima della celebrità, legata ai famosissimi dipinti con dettagli e oggetti quotidiani, e che passava dall'illustrazione o dai lavori di scenografia per il teatro.

La retrospettiva - spiegano dal museo milanese - si inserisce in una sequenza di mostre di ricerca che Fondazione Prada ha dedicato a figure di outsider come Edward Kienholz, Leon Golub e William Copley, difficilmente assimilabili alle principali correnti artistiche della seconda metà del Novecento. L'obiettivo è esplorare la pratica di Gnoli e leggere la sua attività come un discorso unitario e libero da etichette, documentando connessioni con la scena culturale internazionale del suo tempo e suggerendo risonanze con la ricerca visiva contemporanea. La mostra "Domenico Gnoli" sviluppa inoltre le intuizioni di chi, in passato, ha interpretato l'artista dal punto di vista storico e critico in modo originale, riconoscendo l'ispirazione che Gnoli ha trovato nel Rinascimento ed evidenziando il valore narrativo delle sue opere. Che in qualche modo diventano vere e proprie piccole e segrete storie della pittura italiana attraverso i secoli, sotto l'apparenza del Pop.

Il progetto, concepito da Germano Celant, riunisce più di 100 opere realizzate dall'artista dal 1949 al 1969 accompagnate da altrettanti disegni. Una sezione cronologica e documentaria con materiali storici, fotografie e altre testimonianze contribuisce a ricostruire il percorso biografico e artistico di Domenico Gnoli (Roma, 1933 - New York, 1970), a più di cinquant'anni dalla sua scomparsa. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con gli archivi dell'artista a Roma e Maiorca, custodi della storia personale e professionale dell'artista.

L'allestimento progettato dallo studio 2x4 di New York per i due piani del Podium evoca la disposizione e le caratteristiche di ambienti museali novecenteschi tracciando prospettive lineari che dividono lo spazio espositivo in una sequenza di nuclei monografici. Le opere dell'artista sono infatti raggruppate in serie tematiche, grazie alle quali è possibile riconoscere come ogni opera abbia generato altri suoi lavori in una coerente direzione espressiva. I dettagli carichi di significato dipinti da Gnoli suggeriscono nella mostra enigmatiche biografie degli oggetti rappresentati e testimoniano la convinzione dell'artista nel perseguire la propria ricerca in una radicale rilettura della rappresentazione classica. Di cui Gnoli manifesta, in ogni aspetto del proprio lavoro, una consapevolezza profonda e sicura. Che nei dipinti con punti di vista sempre più stretti, ravvicinati e per certi versi quasi astratti, genera nei fatti un realismo superiore e stupefacente.

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