Don Biancalani: "Un fascista in chiesa? Lo accolgo se si redime"

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Fa cantare 'Bella ciao' in chiesa ai fedeli e ora si dice pronto ad accogliere un fascista, purché pronto a redimersi. D on Massimo Biancalani torna a far parlare di sé. Il parroco di Vicofaro (provincia di Pistoia) nei giorni scorsi aveva annunciato che avrebbe fatto cantare l'inno della resistenza al termine della messa domenicale. Detto fatto, nonostante l'ammonimento della curia pistoiese che aveva cercato di farlo desistere. Oggi il sacerdote, da anni in prima linea nell'accoglienza ai migranti, è stato ospite di Agorà su Rai 3. Ad aprire l'acceso dibattito in studio è stato proprio il video dei fedeli che cantano 'Bella ciao'.  

 

 

"Non sono stato il primo e non sarò probabilmente l'ultimo, è un canto che ci richiama alla nostra storia, forse una delle pagine più importanti e belle del nostro passato -ha evidenziato Biancalani-. La stagione della resistenza ha dato luogo alla Costituzione, che deve essere per tutti noi religiosi e laici un punto di riferimento fondamentale soprattutto in questo tempi di grande crisi culturale sociale e politica. Vicofaro sta compiendo un'azione di resistenza perché accoglie ogni giorno. Stiamo accogliendo più di 200 migranti abbandonati dalle strutture, abbandonati da tutti, e devo dire nella dimenticanza della chiesa stessa".  

Si parla anche di fascismo e don Biancalani non fa un mistero delle sue idee sugli estremismi di destra: "Sono un prete ma ho dei riferimenti etici fondamentali. Il fascista che fa riferimento a quella ideologia è la negazione dell'umanità della democrazia e della libertà. In questo senso è anche la negazione della religione e del vangelo". E a chi dice che nella sua 'casa' dovrebbe accogliere tutti, don Biancalani risponde: "Io accolgo un fascista in chiesa se questa persona fa con me un percorso di redenzione, con ideali di pace, giustizia e libertà".