Don Bonaiuto contro Fontana su case chiuse: Lombardia pappona -4-

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Roma, 15 nov. (askanews) - Tre anni fa Papa Francesco, ricorda il sacerdote, "venne a visitare una nostra casa rifugio per le vittime della prostituzione coatta e sentì il bisogno di chiedere perdono per tutti i sedicenti cristiani che avevano violato la dignità di quelle che don Oreste Benzi chiamava le 'nostre sorelline' e che un direttore tanto celebrato nei media, ripetutamente sprezzante nei confronti della dignità umana, bolla scandalosamente come 'puttane'".

"Il libro 'Donne crocifisse' si conclude con un mio sogno: la richiesta di perdono da parte dei governanti. Ora quel sogno inizia a realizzarsi, però il diavolo sparge buche sul percorso del collettivo riscatto morale dell'Italia. Certo, non possiamo dire di ritenerci soddisfatti. Però adesso sappiamo cosa ribattere quando qualcuno dirà che solo un'autorità religiosa può chiedere perdono per la mancata osservanza di norme etiche e non certo un governante alle prese con l'amministrazione di questioni concrete. Nulla di più falso!"

"Il 'mea culpa' del sottosegretario Sibilia dimostra che non si tratta di un tema semplicemente di ordine pubblico, bensì di un crimine contro l'umanità. Se ne ricordino gli spacciatori di menzogne, notoriamente di corto respiro. Rivolgo perciò il mio accorato appello a tutti i politici affinché scelgano di stare dalla parte di chi chiede perdono, piuttosto che schierarsi con chi vuole continuare a umiliare la dignità delle donne crocifisse".