Don Ciotti festeggia 50 anni da prete: "La mia chiesa resta la strada"

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AGI - "Il vescovo d'allora, padre Michele Pellegrino, mi assegnò come parrocchia 'la strada': aveva compreso che la Chiesa, volendo restare fedele al Vangelo, doveva uscire abitando la storia". Don Luigi Ciotti ricorda cosi' l'11 novembre 1972, giorno in cui vene ordinato sacerdote a Torino. E a cinquant'anni di distanza, si confida con Famiglia Cristiana in un'intervista che il settimanale pubblica nel numero da oggi.

"Voglio ricordare le parole di Carlo Maria Martini: 'Missione della Chiesa è l'essere coscienza critica della società in cui vive e voce propositiva dei valori più alti e spirituali'", spiega il fondatore del Gruppo Abele e di Libera, per il quale la Chiesa "è chiamata a trasformare la fede in responsabilità, per affermare , qui e ora, i valori del Vangelo. Nel mio piccolo, e come sempre grazie al sostegno, alla passione, all'intelligenza e all'esempio di tanti altri, mi sono sentito interprete di questa visione".

La pace si costruisce nel pensiero. Dobbiamo fare spazio alla pace dentro di noi. La pace si costruisce anche nel linguaggio, serve ascoltare, studiare. Ma la pace si costruisce nelle pratiche. I veri pacifisti sono costruttori di pace"#luigiciotti #EuropeForPeace #roma pic.twitter.com/WdA624njAJ

— libera contro mafie (@libera_annclm) November 5, 2022

Aggiunge don Ciotti: "Per me la fede non è mai stata solo un fatto intimo, spirituale: la preghiera, il silenzio, l'ascolto di Dio, sono stati stimolo di un'apertura al mondo, alla storia delle persone, con le loro fatiche e speranze. Speranza, dignità, libertà sono dimensioni plurali, da coltivare 'per' e 'insieme' agli altri, mentre le mafie questa pluralità la disprezzano e la calpestano".

"Le mafie sono sinonimo di individualismo, di un potere arbitrario e violento e di una ricchezza intesa non come costruzione, ma sottrazione di bene comune. Per questo, nel desiderio di saldare il cielo e la terra, è rientrata a un certo punto anche l'urgenza di affrontare quella manifestazione dell'ingiustizia e le profonde sofferenze che causava a persone, famiglie e interi territori".

A 50 anni dall'ordinazione quale Chiesa sognare? "La Chiesa delineata dal 'camminare insieme' di padre Michele Pellegrino, la 'Chiesa per il mondo e non per se stessa' di don Tonino Bello, la 'Chiesa povera per i poveri' di Papa Francesco, per citare tre figure che hanno profondamente segnato il mio cammino umano e spirituale. Voci diverse che esprimono un unico e impegnativo invito: vivere il Vangelo in pienezza".