Don Julian Carron rieletto presidente di CL per altri sei anni

Cro/Ska

Roma, 23 mar. (askanews) - Sabato scorso si è svolta a Milano la Diaconia centrale della Fraternità di Comunione e Liberazione per l'elezione del presidente, al termine del mandato di don Julian Carron, che nel 2004 era stato indicato da don Luigi Giussani come suo successore. Alla votazione, che si è svolta a scrutinio segreto, hanno preso parte tutti i membri della Diaconia, salvo un assente giustificato, di cui 9 presenti in sede nel rispetto delle norme sanitarie imposte dall'emergenza Covid-19 e 21 collegati in videoconferenza dall'Italia e dal mondo. Ha presieduto il seggio elettorale il vicepresidente della Fraternità Davide Prosperi. Don Carron è stato rieletto all'unanimità, con una sola scheda bianca, per i prossimi sei anni. E' stato lo stesso don Carron a dare notizia dell'avvenuta rielezione con una lettera a tutto il movimento.

"Colgo questa opportunità per rivolgere un appello a ciascuno di voi", scrive il sacerdote spagnolo. "Come è ormai evidente, la grave emergenza sanitaria provocata dal Covid˗19 sta avendo ripercussioni sull'economia e sulla vita di molti in Italia e in numerosi Paesi del mondo. Di conseguenza, la Fraternità sarà sicuramente chiamata a sostenere tante necessità che emergeranno fra di noi. In questi giorni così drammatici sentiamo tutti più vivo il desiderio di venire in soccorso ai tanti bisogni che ci sono e che ci saranno nel prossimo futuro. Per aiutarci a stare davanti al bisogno e al desiderio che suscita, concependo e vivendo ogni particolare in nesso con il tutto, vi chiedo di considerare con grande serietà l'impegno che ciascuno ha preso o intende riprendere con quello strumento con cui il movimento ci ha sempre educato a una 'concezione comunionale del proprio avere', il Fondo comune, in modo che la Fraternità possa far fronte, nei limiti del possibile e tenendo conto di tutti i fattori in gioco, alle diverse necessità che si presenteranno. In questo particolarissimo momento attraverso il quale il Mistero ci fa passare, voglio esprimere tutta la mia vicinanza e quella di tutto il movimento a quanti sono impegnati in prima linea (come infermieri, medici e nei servizi di ogni tipo), agli ammalati e a coloro che hanno perso qualcuno dei propri cari. Che stupore poter vivere e offrire tutto nella certezza di Cristo presente!".