Don Maffeis (Cei): del Papa fa notizia la sua sobria normalità

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Città del Vaticano, 28 set. (askanews) - "Fin da quel 'Buonasera' con cui si è affacciato su piazza San Pietro, fin da quel nome, Francesco, carico di memoria e di futuro, fin dal silenzio, che ha portato e raccolto, il Papa ha indicato una strada". Lo afferma don Ivan Maffeis, portavoce della Conferenza episcopale italiana, in merito alle caratteristiche comunicative del Papa.

Nella mattinata di lunedì 23 settembre, nell'arco di poche ore, Papa Francesco ha rivolto due significativi discorsi sulla comunicazione, il primo incontrando i dipendenti del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, riunito nella sua assemblea plenaria, il secondo rivolgendosi ai membri dell'Ucsi, l'Unione cattolica della stampa italiana, in occasione del sessantesimo di fondazione. Francesco "è il comunicatore che cerca il contatto, apre alla relazione, coinvolge nell'abbraccio. Fa notizia la sua sobria normalità, che testimonia la freschezza del Vangelo e la compagnia della Chiesa, proponendo una cultura dell'incontro inclusiva e liberante", afferma il sacerdote in una intervista ai media vaticani.

Don Maffeis ha lasciato a Vincenzo Corrado la direzione dell'Ufficio comunicazioni sociali della Cei, dopo dieci anni di servizio, mantenendo l'incarico di portavoce dei vescovi italiani. Un esperienza che egli riconduce "alla trama di relazioni significative, di cui rimango debitore; relazioni legate soprattutto al territorio, alle diocesi, alla fatica di tanti che, nel nascondimento, svolgono il loro servizio con sensibilità e passione. Mi hanno aiutato a leggere e affrontare le implicazioni esistenziali, culturali e sociali di questo tempo, l'opportunità di una comunicazione diretta e diffusa, l'esigenza di muoversi nella prospettiva della condivisione e dell'integrazione. Riconoscersi e fare rete: per la Chiesa ne va della sua stessa natura".