Donald Trump è ritornato in campo

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AGI - Donald Trump è tornato pienamente in campo. L'ex presidente ha dichiarato a Fox News che "probabilmente" dopo le elezioni di midterm nel 2022 annuncerà la sua candidatura alla Casa Bianca, e allo stesso tempo ha avvertito i pretendenti repubblicani a lasciar perdere ogni ambizione personale. "Mi hanno detto molti di loro - ha aggiunto - che se corro io, loro non lo faranno". Per poi commentare: "Sono sinceramente convinto che molti saranno contenti della mia scelta".

Il tempismo di Trump non è mai casuale. Con i sondaggi che lo danno in crescita, e con quelli del presidente in declino - l'ultimo, di Usa Today e Suffolk, lo dà al 38 per cento di popolarità, dieci punti in meno rispetto a settembre - il tycoon sente di aver ripreso a veleggiare dopo le secche seguite alla sconfitta di un anno fa e alla crisi dell'assedio al Congresso, a cui seguì l'oscuramento del suo account da tutte le piattaforme social.

La spinta dalla Virginia

Il leader dei repubblicani Mitch McConnell aveva commentato, il mese scorso, che il "brand Trump" era "destinato a evaporare", ma non sembra così. Il voto in Virginia, che Biden aveva trasformato in referendum tra lui e il suo predecessore, si è trasformato in una disfatta democratica e in un segnale ai repubblicani: la base è ancora con Trump. Questo è un aspetto che galvanizza una parte del partito, e spaventa l'altra, che pensava di essersi disfatta del suo leader più ingombrante, e meno controllabile.

La vittoria del repubblicano Glenn Youngkin in Virginia ha rilanciato la leadership di Trump che ha scelto, non a caso, la scadenza del midterm 2022, per rendere ufficiale la sua candidatura alle presidenziali del 2024: quello sarà il momento in cui, secondo le previsioni e tutti i sondaggi, i conservatori riprenderanno il controllo di Camera e Senato, bloccando di fatto l'attività di Biden, e preparando il ritorno di Trump.

Il tycoon vuole essere protagonista della campagna elettorale, per piazzare al Congresso tutti i suoi fedelissimi, proprio nel momento in cui tredici dei 'ribelli', coloro che avevano votato per l'impeachment del presidente, hanno dichiarato che non si ricandideranno.

Sulla strada tra The Donald e la nomination presidenziale ci sono molti nomi, soprattutto due: quello di Ron DeSantis, governatore della Florida, e Nikki Haley, ex ambasciatrice Usa alle Nazioni Unite. Il primo è stato liquidato con un "bravo ragazzo" ma contrapposto alle "tante grandi persone" che popolano il mondo repubblicano. Alla seconda, Trump ha dedicato una battuta velenosa: "È una donna che a volte deraglia", ha commentato con un apparente riferimento alle accuse che l'ex ambasciatrice gli aveva rivolto riguardo l'insurrezione del 6 gennaio.

"Io sono stato molto buono con lei - ha aggiunto l'ex presidente, parlando alla Fox - Haley ha detto che non si ricandiderà se correrò io, e penso che questo sia un segno di rispetto". L'avvertimento conferma che la discesa in campo di Trump semina inquietudine in tutti e due i partiti. Da un lato permette ai democratici di ricompattarsi, dopo essersi dimostrati incapaci di trovare unità senza lo spettro del 'nemico comune'; dall'altro costringe i repubblicani verso un vicolo stretto: l'effetto Trump potrebbe risultare decisivo per invogliare gli elettori a votare e a consegnare il Congresso ai conservatori.

Ma poi, in segno di riconoscenza, i leader del partito dell'elefantino dovranno accettare la candidatura del tycoon, possibilmente senza mettergli contro nessuno. Anche se, al momento, nessuno può godere della popolarità che accompagna ogni mossa di Trump. 

 

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