Donata agli Uffizi la straordinaria collezione di Carlo... -2-

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Roma, 30 lug. (askanews) - La produzione scientifica di Carlo del Bravo è vastissima e spazia, fra l'altro, dall'arte senese del Quattrocento - ricordiamo il suo pionieristico libro sulla scultura senese di quel secolo, del 1970 - a Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello; dalla pittura del Seicento fiorentino (e non solo) alla scultura di Cellini e Lorenzo Mochi; dagli artisti italiani ed europei dell'Ottocento alla scultura italiana tra le due Guerre. In una serie di indimenticabili saggi ha affrontato argomenti "trasversali" con un approccio interpretativo originalissimo: ricordiamo qui, tra gli altri, Sul significato della luce nel Caravaggio e in Gianlorenzo Bernini, del 1983; Ritratti petrarcheschi, del 1997; L'iconologia generale e Rodolfo, del 2012. È impossibile comprimere nello spazio di poche righe la portata dei suoi studi come storico dell'arte di respiro internazionale, e l'importanza del suo insegnamento: a testimoniare la straordinaria personalità di Carlo Del Bravo, la sua schiettezza severa nel rapporto con gli studenti, la fiducia che sapeva ispirare e che riponeva in loro, sta oggi questo dono alla città di Firenze e all'Italia, per mano del suo allievo ed erede Lorenzo Gnocchi. Entra così a far parte del patrimonio pubblico lo stralunato, irriverente San Giovannino del Rosso Fiorentino - l'ultimo quadro del grande pittore manierista finora in mani private - e farà parte del nuovo allestimento della pittura del primo Cinquecento agli Uffizi (in corso di preparazione). Due tele tra le più struggenti del fiorentino Jacopo Vignali - il Giovane flautista e Gesù incoronato di spine - verranno esposte nella Galleria Palatina. Ma la maggior parte della collezione, con opere di maestri dell'Ottocento come Giuseppe Bezzuoli, Léon Bonnat, Antonio Ciseri, Raffaello Sernesi, e molti altri; nonché dipinti di amici artisti come Bruno Innocenti, Giovanni Colacicchi, Renzo Dotti e Rodolfo Meli, verrà esposta in due sale dedicate nella Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti, che verrano restaurate e allestite nei prossimi mesi: spazi per molti decenni chiusi al pubblico e utilizzati come uffici, ma con una veduta spettacolare sui monumenti di Firenze che sempre incantava Del Bravo quando si affacciava a quelle finestre. (Segue)