Donatella Sciuto, prorettrice del Politecnico di Milano, crede nell'ingegneria al femminile

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Photo credit: sarote pruksachat - Getty Images
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Premiata di recente nell’ambito del programma Women leaders in AI, promosso da IBM e dedicato alle manager che implementano l’intelligenza artificiale, Donatella Sciuto è ingegnera elettronica e prorettrice del Politecnico di Milano. Ci tiene a precisare: «La scienza non ha genere: il motivo per cui alle bambine a volte non piace è perché non vengono incoraggiate. Per questo il Politecnico da anni organizza eventi aperti ai più piccoli (tra cui La notte dei ricercatori), per spiegare loro in maniera semplice cos’è la ricerca scientifica». Oggi, spiega Sciuto, il mercato ha bisogno di nuove tecnologie e per svilupparle non bastano le competenze tecnologiche: «Servono capacità innovativa, creatività e un approccio umanistico, perché bisogna essere in grado di capire l’impatto sociale e personale di ciò che si realizza». Dato che al momento aziende pubbliche e private si stanno digitalizzando, va da sé che una delle specializzazioni più consigliate sia in Ingegneria informatica.

Photo credit: courtesy photo
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«Un ambito in cui c’è molta richiesta, in particolare, è quello della cybersecurity, dove non occorrono solo competenze informatiche ma anche gestionali e legate al mondo del diritto. Il Politecnico propone due percorsi. Il primo, più tecnico, prevede la laurea in Ingegneria informatica (magistrale, perché le competenze necessarie non si acquisiscono con la triennale). Il secondo, anch'esso magistrale, è stato creato insieme alla Bocconi ed è la laurea in Cyber Risk Strategy and Governance. Ci si può arrivare da una triennale in Economia aziendale oppure in Ingegneria gestionale, informatica o matematica e consente di acquisire le competenze per lavorare nel settore della sicurezza informatica nel pubblico e nel privato. I due percorsi sono complementari: il primo è adatto a chi è più interessato, per esempio, a creare strumenti che rilevino e blocchino gli attacchi oppure le frodi; il secondo include l’impatto e l’analisi dei rischi e la valutazione di quali tecnologie si adattano all’organizzazione per la quale si lavora».

Un altro tema di grande attualità è quello dello studio e della gestione di una mobilità efficiente per i cittadini. «Proponiamo una laurea in Mobility Engineering, che permette di approfondire non solo la parte più tecnologica, ma anche quelle più gestionali che riguardano gli strumenti di pianificazione, logistica e intelligenza artificiale, da utilizzare sia nell’ambito delle nuove tipologie di mezzi di trasporto sia nel processo di adattamento della mobilità alle ore del giorno. Un percorso interdisciplinare a cui si accede da diverse lauree triennali di Ingegneria».

Cresciuta in un ambiente internazionale, la prorettrice sottolinea quanto un'esperienza di studio all'estero sia fondamentale. «Oggi nelle grandi aziende i team sono multinazionali e multidisciplinari e bisogna sapere parlare con tutti. Per questo il Politecnico incoraggia la mobilità degli studenti e aiuta quelli con minori possibilità economiche mettendo a disposizione risorse per i programmi Erasmus ed Extra Erasmus».

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