Donato lascia Lega. Fedriga: "Non c'è spazio per no vax"

·2 minuto per la lettura

L'eurodeputata Francesca Donato lascia la Lega. "Dopo una lunghissima e approfondita riflessione, sono giunta alla sofferta decisione di uscire dal partito nel quale sono stata eletta", annuncia la parlamentare europea, alla ribalta nelle ultime settimane per le posizioni assunte e ribadite contro green pass e l'ipotesi di obbligo vaccinale. "La mia scelta - spiega sul suo blog - è maturata dopo mesi in cui i valori in cui credo fermamente, quelli dell'uguaglianza, della libertà individuale e della dignità umana, sono stati sempre più calpestati dai provvedimenti presi dal governo Draghi, di cui la Lega fa parte. Nonostante le rassicurazioni e le battaglie interne del nostro leader, sono passati decreti liberticidi e discriminatori che a mio avviso sono incompatibili con i principi fondamentali del nostro ordinamento".

L'eurodeputata, eletta in Sicilia e Sardegna, ha criticato duramente il Green pass e l’ipotesi di obbligo vaccinale e ha "preso atto della scelta del segretario (Matteo Salvini ndr) di permanere in questo governo qualunque atto esso compia, assunta anche in considerazione della volontà in tal senso prevalente dei ministri e governatori della Lega". "Non intendo creare ulteriori imbarazzi al segretario federale o ad altri con le mie dichiarazioni o iniziative dissonanti rispetto alla linea indicata dal vertice" dice Donato che ringrazia Matteo Salvini "per le battaglie che continua a combattere nel suo delicato e difficile ruolo, nonché per lo spazio concessomi, senza mai censurare le mie personali opinioni".

"Restano immutate la mia stima ed affetto per lui e per tutti i miei colleghi, per il segretario regionale della Lega in Sicilia Nino Minardo - conclude - con i quali continuerò a lavorare da esterna, ove possibile, con lo stesso spirito di collaborazione e lealtà, pur nel rispetto prioritario dei parametri etici che la mia coscienza mi impone". Donato rimarrà membro del gruppo Identità e Democrazia al parlamento europeo e ci tiene a precisare che "rimarrà fuori da altre collocazioni partitiche per poter svolgere nella massima indipendenza e sotto la mia personale responsabilità il mio ruolo politico in difesa della minoranza degli Italiani oggi etichettati come No Vax".

A stretto giro, dal Carroccio, arriva il commento di Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia e della conferenza delle regioni. "Non dobbiamo tradurre anche l’epidemia in una lotta tra bande. Dobbiamo convincere i cittadini a vaccinarsi, ma senza condannare chi ha paura altrimenti rischiamo di schiacciarlo verso la parte no vax. Nel primo partito d'Italia è normale che ci siano correnti diverse, ma dentro la Lega non c’è spazio per i no vax", dice a Radio Capital.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli