Donbass, russi e ceceni annunciano conquista di Lysychansk, Kiev smentisce

Bandiere russe e cecene sventolano su Lysychansk, ultimo avamposto finora controllato da Kiev nella regione di Luhansk, in Donbas.

Sul suo canale Telegram, il leader ceceno Ramzan Kadyrov ha pubblicato un video che mostra presumibilmente soldati ceceni in città. Nelle immagini, soldati in uniforme cachi e armati camminano su una strada di campagna, poi su una strada non segnalata con segni di combattimento, con bandiere cecene, sovietiche e russe.

"Sì, la città è sotto pieno controllo, ed è in corso un'operazione di pulizia" dice nel filmato Zamid Chalaev, comandante di un reggimento ceceno di forze speciali.

Combattimenti in corso

Affermazioni respinte dall'esercito ucraino, che parla di pesanti combattimenti tuttora in corso ai margini della città.  Ruslan Muzytchuk, portavoce della Guardia Nazionale ucraina, ha dichiarato che Lysychansk non è stata accerchiata e rimane sotto il controllo di Kiev

"I combattimenti infuriano intorno a Lysychansk, ma fortunatamente la città non è stata accerchiata ed è sotto il controllo dell'esercito ucraino", ha dichiarato Muzytchuk

La conquista della città consentirebbe ai russi di spingersi ancora più a fondo nella regione orientale del Donbas, diventata il fulcro dell'offensiva dopo il fallimento delle operazioni per la conquista di Kiev e della parte settentrionale del paese.

Missili russi intanto continuano a piovere in diverse aree del Paese.

Secondo il Ministero della Difesa di Mosca cinque posti di comando ucraini sarebbero stati distrutti con armi ad alta precisione nella regione del Donbas e di Mykolaiv

L'esercito russo ha colpito anche tre depositi di munizioni nella zona di Zaporizhzhia e una base di armi ucraina a Kharkiv.

Bombe al fosforo

Le forze armate ucraine, intanto, hanno condiviso un filmato di quella che dicono essere un'esplosione nei magazzini dell'esercito russo nell'Ucraina orientale, anche se il luogo e la data esatti non sono stati specificati.

Kiev ha accusato la Russia di aver condotto attacchi con munizioni incendiarie al fosforo sull'Isola dei Serpenti, appena un giorno dopo che Mosca ha ritirato le sue forze dallo sperone roccioso nel Mar Nero.

"Gli aerei SU-30 dell'aviazione russa hanno condotto due volte attacchi con bombe al fosforo sull'isola di Zmiinyi", si legge in un comunicato di venerdì, utilizzando un altro nome per l'Isola dei Serpenti.

Il ministero della Difesa russo ha descritto il ritiro come "un gesto di buona volontà" volto a dimostrare che Mosca non interferirà con gli sforzi delle Nazioni Unite per organizzare le esportazioni protette di grano dall'Ucraina.

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