Donbass, civili in fuga. Zelensky chiede altre armi all'Occidente

Si continua a fuggire dal Donbass, dopo la recrudescenza dei combattimenti per il controllo della regione.

Il presidente ucraino Zelensky ha detto che la battaglia per Severodonetsk sarà decisiva per il futuro dell'area, ed ha definito quella attuale come la fase più difficile dall'inizio della guerra.

Ieri il presidente ucraino aveva denunciato le difficoltà del suo esercito, avanzando una nuova richiesta di armi ai paesi occidentali.

Nello stesso tempo dal governo di Kiev traspare il fastidio per il fatto che gli alleati rispondono a queste richieste sempre più lentamente e con minore generosità rispetto al passato recente.

Intanto, secondo fonti dell'autoproclamata repubblica russa del Donetsk l'esercito ucraino continua a bombardare obiettivi sul suo territorio.

Un martellamento che ha per obiettivo quello di respingere le forze russe dagli "obiettivi chiave".

In questo quadro i meno ottimisti sono i funzionari che lavorano sul terreno, come il governatore ucraino dell'oblast di Mikolaiv:

"L'esercito russo è più potente, ha molta artiglieria e munizioni. Per ora questa è una guerra di artiglieria e noi abbiamo finito le munizioni dalle nostre scorte, quindi l'aiuto dell'Europa e degli Stati Uniti è molto importante perché abbiamo bisogno di munizioni per difendere il nostro Paese".

Infine, secondo lo stesso governatore Kiev e Mosca avrebbero effettuato un nuovo scambio di prigionieri, l'undicesimo che si conosce dall'inizio del conflitto. Quattro russi sarebbero stati scambiati con cinque ucraini.

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