Donbass, popolazione divisa tra nostalgici dell'Urss e filogovernativi

Una regione divisa, una convivenza difficile nel Donbass dove le forze ucraine e i gruppi separatisti filorussi si combattono dal 2014.

Vicino alla linea del fronte, nella citta di Konstantinivka, la popolazione, per lo più russofona, non teme l'offensiva di Mosca.

Konstantinivka è una tipica città del Donbass, con i suoi edifici grigi e le fabbriche metallurgiche che l'hanno fatta prosperare durante il periodo sovietico. Prima della guerra contava 70.000 abitanti.

I nostalgici dell'Unione Sovietica non sono pochi:"Il governo ucraino ci ha dimenticato per trent'anni, dall'indipendenza. Ha distrutto tutte le fabbriche. Ne erano rimaste 20, ora ne sono rimaste 5 o 6" dice Sergei, che fa il meccanico.

"Abbiamo vissuto bene sotto l'Unione Sovietica, i nostri genitori avevano un lavoro. Abbiamo vissuto senza problemi" commenta un'altra residente.

Dall'altra parte della città, una scuola è stata distrutta da un missile russo pochi giorni fa.
Gli abitanti sono preoccupati, rifiutano il sistema sovietico e il suo totalitarismo.

Padre Vitalii Kester della chiesa di Konstantinivka sceglie il suo campo: "Gli ucraini che guardano all'Europa pensano al futuro, alla madrepatria, alla loro terra, al Paese che vogliono lasciare ai loro figli" sostiene il religioso, che accoglie comunque tutti - governativi e filorussi - nella sua piccola chiesa ortodossa.

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